Gli artigiani: «L'Area C? È una tassa per lavorare»

«Area C è e rimane per noi una tassa» tuona Marco Accornero, segretario generale dell'Unione degli artigiani alla vigilia dell'incontro con gli assessori Pierfrancesco Maran (Traffico) e Franco D'Alfonso (Commercio) dove chiederanno «un globale ripensamento delle regole di accesso, circolazione, sosta e occupazione di suolo pubblico per l'intero mondo produttivo». «È una tassa supplementare - ribadisce - che si somma ai già gravosi oneri fiscali e contribuisce a far aumentare i costi a carico delle imprese». E invece questa è una «questione che il Comune si ostina a non considerare - attacca - lasciando di fatto lettera morta le diverse proposte di modifica». Ma le «oggettive difficoltà» di cui parla Accornero fanno fatica a smuovere la giunta che anzi quest'anno pensa a un ulteriore prolungamento di accensione delle telecamere. Niente ferie per Area C. Mentre, sono stati già mandati in ferie bus, tram e metro. Anzi pare ormai certo che i mezzi di superficie manterranno l'orario estivo anche per la prima settimana di settembre, mentre la metropolitana riprenderà a viaggiare regolare a fine agosto. Risultato: per i milanesi rimasti in città d'agosto (e anche dopo) sarà vita dura. Dovranno aspettare delle mezz'ore alle fermate e poi viaggiare pigiati come sardine se non vorranno pagare i cinque euro di ingresso in centro. D'altronde in ballo non ci sono spiccioli: il via libera alle auto dal 6 al 24 agosto (come era atteso) viene quantificato in quasi un milione di euro in meno alle casse del Comune. Riccardo De Corato (FdI) incita: «Area C sia sospesa ad agosto: chi rimane in città, infatti, nella maggior parte dei casi non può permettersi di andare in vacanza. Sarebbe come voler colpire i più fragili già provati dalla crisi e dalle tasse». Secondo lui la «riluttanza della Giunta a sospendere il ticket in agosto, quando il traffico diminuisce, è la dimostrazione che il vero obiettivo non è quello di ridurre l'inquinamento ma semplicemente di fare cassa. Area C non c'entra nulla con i buoni proposti ecologisti, c'entra invece molto con l'insaziabile fame di Palazzo Marino». Domani l'Unione Artigiani insieme con le altre categorie produttive della città sottoporranno all'assessore le richieste ma anche proposte «per rendere l'accesso alla cerchia dei Bastioni meno penalizzante per chi deve lavorare». Quello che chiedono dice «non è certo un privilegio, ma la logica comprensione delle oggettive difficoltà che alcune categorie artigiane, installatori e manutentori in primis, devono sopportare». Non possono infatti utilizzare i mezzi pubblici «per raggiungere clienti in centro con attrezzi e materiali spesso ingombranti e pesanti». E questo in «un momento di grave crisi di lavoro» pesa ancora di più. Varie le loro proposte: dall'assimilazione della sosta a quella dei residenti, la possibilità di sostare nelle strisce gialle per il carico-scarico; dall'utilizzo gratuito dei parcheggi sulle strisce blu, abbonamenti agevolati per la sosta dei veicoli aziendali. «La richiesta di riunire un tavolo tecnico di monitoraggio di area “C“ con cadenza mensile - conclude Accornero - che avrebbe costituito un segno importante dell'attenzione dell'Amministrazione verso le imprese, è stata purtroppo disattesa».