Assalto al cavalcavia Bussa e il Comune resta a guardare

Hanno sfidato impavidi il soleone che ieri batteva feroce sul cavalcavia Bussa, sopra il nuovo tunnel di viale della Liberazione, trasformato in un piastra di cemento ardente. Prima hanno aperto ombrelloni e gazebo, poi si messi in tenuta semidamitica, infine armati di striscioni, musica e «a palla» e bombolette spray hanno dato via all'happening «occupyestate» una sorta di «doposcuola» antagonista. Giornata di festa conclusa poi con musica, balli e grigliate nello spicchio di verde alla base della rampa d'accesso. Il tutto con il beneplacito del Comune che oltre a una generica condanna di rito non ha saputo andare.
Protagonisti un'avanguardia proletaria piuttosto composita, un bri a brac di centri sociali, soprattutto Cantiere, ormai decisamente il gruppo più attivo in città, graffittari, artisti e creativi vari. Nessun blitz improvviso comunque in quanto la manifestazione «contro sgomberi e sfratti e per la libertà di movimento» era stata ampiamente preannunciata. Da un paio di giorni i siti antagonisti lanciavano l'appello ad antagonisti e writter per ritrovarsi a fianco della stazione Garibaldi dove «dare un po' di colore al grigiore milanese, tra i cantieri infiniti a cielo aperto e i colossi di vetro e cemento». Il programma prevedeva prima una bella spennellata al cavalcavia Bussa poi «un pomeriggio e una serata all'insegna della socialità, con tanto colore, musica, rinfresco, grigliata, e pietanze». «Chi partecipa all'iniziativa...andrà contro la volontà di tutti quei cittadini che hanno preso parte con entusiasmo e impegno ad un percorso partecipato con l'Amministrazione e che porterà il prossimo autunno a definire il progettodi riqualificazione» è stata l'unica timida reazione del Comune, attraverso il vicesindaco Lucia De Cesaris.
Così, certi di non avere nulla da temere, ieri alle 16 i contestatori hanno ufficialmente aperta la festa. Sono apparsi ombrelloni e gazebo sotto cui ripararsi dal sole cocente, poi i giovani, in bermuda e sandali, sono saliti sul cavalcavia per srotolare i soliti striscioni con i soliti slogan contro Expò 2015, contro gli sgomberi, la Tav e chi più ne ha più ne metta. Poi la solita immancabile musica a tutto volume, quindi è iniziata la kermesse vera e propria. Prima volonterosi imbianchini hanno coperto con una bella mano di bianco scritte, tag e scarbocchi sulle pareti del ponte, poi hanno dato sfogo alla loro vena creativa. Su di loro, a debita distanza, vigilavano discreti alcuni agenti della Digos e un paio di equipaggi della polizia locale. Anche perché sabato 3 agosto non è che Porta Garibaldi fosse particolarmente affollata e tutto sommato gli antagonisti non hanno creato problemi a un traffico che non c'era. Dopo un pomeriggio tra colori, musica e balli, i ragazzi hanno aperto una sorta di rosticceria all'aperto nel fazzoletto di verde rimasto intatto alla base della rampa. Tirando allegramente sera tra birra e salamelle, in piena clima di festa dell'Unità.