Gli assessori ai raggi X Majorino e Scavuzzo sono i re dell'«auto blu»

Lipparini presenta soltanto 6 delibere in 8 mesi E Sala spende 4.500 euro per volare a Chicago

Chiara Campo

Le auto blu sono finite in garage dal 2011, frutto delle campagne anti_casta. Gli assessori comunali da allora devono accontentarsi di più modeste Fiat Punto bianche e non ne hanno una sempre a disposizione, il servizio funziona a chiamata. Eppure la giunta che promuove ogni due per tre la mobilità sostenibile se può evita il tram e si fa scorrazzare a sopralluoghi, dibattiti e conferenze stampa comodamente dall'autista di turno. Il re di quelle che continuiamo a chiamare per comodità le «auto blu» è ancora l'assessore ai Servizi sociali Pierfrancesco Majorino, come nel «bilancio» settembre 2016-febbraio 2017. Tra lo scorso febbraio e il primo di settembre ha viaggiato con l'autista 145 volte, quasi tutti i giorni. Quasi incollata nella classifica la vicesindaco Anna Scavuzzo (138 giorni) e sul podio c'è anche Cristina Tajani (Lavoro) con 107 utilizzi. Seguono i colleghi alla Sicurezza Carmela Rozza (97), alla Cultura Filippo Del Corno (78), alla Trasformazione Digitale Roberta Cocco (55) all'Urbanistica Pierfrancesco Maran (47) e alla Casa Gabriele Rabaiotti (36). Molti si fanno prelevare direttamente a casa, alle 8.30 o alle 9, per raggiungere Palazzo Marino o gli altri luoghi in agenda. Hanno meno rapporti con gli autisti di Palazzo Marino l'assessore alla Mobilità Marco Granelli (li ha chiamati 27 volte in sette mesi), Lorenzo Lipparini (Open data) che ha usato la macchina istituzionale 26 volte, solo 15 il collega al Bilancio Roberto Tasca e con dieci chiamate chiude la classifica Roberta Cocco (Sport). Nei dati chiesti e ottenuti dal capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi non compare Beppe Sala, che a disposizione per gli spostamenti una Volvo in comodato d'uso gratuito, una Smart elettrica «ereditata» ancora dall'ex sindaco Pisapia e due autisti (uno per turno) che di solito non utilizza per gli impegni serali, preferisce muoversi in autonomia anche se deve andare in rappresentanza del Comune a cene o spettacoli. In compenso, viaggia comodo quando deve partire per missioni istituzionali all'estero. Per il biglietto aereo andata e ritorno a Chicago dove è stato al 12 al 14 marzo per il forum «Urban Waterways» il Comune ha speso 4.499,19 euro (176,23 euro il costo di una notte in hotel), quasi mille euro (917,52) per andare in giornata a Londra il 29 marzo a promuovere la candidatura di Milano per ospitare l'Agenzia europea del farmaco (Ema). Con lui ha viaggiato alle stesse condizioni il direttore generale Arabella Caporello, a Chicago invece lo ha accompagnato (con ulo stesso ticket da 4.499 euro) il direttore Relazioni internazionali Maria Vittoria Beria. Le spese totali per le missioni all'estero di sindaco, assessori e staff si aggirano sempre nel periodo febbraio-fine agosto intorno ai 12.970 euro. Comazzi ha voluto passare la giunta ai raggi x e ha chiesto anche l'elenco degli stipendi che peraltro sono regolati dalla legge e pubblcati sul sito del Comune. La vicesindaco incassa un'indennità pari a 6.843,19 euro e gli altri colleghi di giunta 5.930,76 euro, tranne Rabaiotti che non si è messo in aspettativa dal lavoro e quindi prende solo mezzo stipendio da assessore (2.965,38 euro). La produttività non si misura necessariamente con il numero delle delibere presentate da ogni assessore (a prima firma del sindaco se ne contano 381 da febbraio ad oggi, ma moltissime sono le costituzioni in giudizio contro i ricorsi dei milanesi per insidie stradali o altro) ma in fondo alla classifica c'è Lipparini con sei documenti in 8 mesi (dalle linee di indirizzo per il Bilancio partecipativo al patrocinio all'iniziativa Time Out promossa dalla Confederazione Cittadinanza Consapevole). «Va bene andare a Chicago e intrattenere relazioni internazionali - contesta il capogruppo Fi - ma il sindaco dovrebbe frequentare di più le periferie milanesi e occuparsi dei suoi assessori che scaldano la poltrona senza produrre delibere: il caso di Lipparini ormai è ingiustificabile. E le auto blu dovrebbero essere usate soltanto per necessità, mentre Majorino ormai assomiglia sempre di più a Renzi, gli manca solo il panciotto e l'assistente che gli tiene l'ombrello quando piove».