Atm, cimiteri e mense: tutti i rincari

Dopo l'Imu e l'addizionale Irpef, è l'ora delle tariffe. Comune denominatore: una stangata sui milanesi. Una settimana fa la giunta ha votato l'aumento dell'imposta sulla prima casa dallo 0,4 allo 0,55% e il raddoppio dell'addizionale. Una manovra fiscale che il sindaco aveva definito «virtuale», varata per far quadrare la bozza Bilancio 2013 che lunedì la giunta dovrà comunque votare, in attesa che il governo formalizzi come ha promesso la deroga dal 30 giugno al 30 settembre per l'approvazione dei conti in aula, quando cioè sarà più chiaro il livello dei trasferimenti da Roma agli enti locali. Ma almeno il rialzo dell'Irpef, è sensazione comune, rimarrà tutt'altro che congelato. «Persino i sindacati hanno capito che Pisapia sta facendo l'illusionista, la stangata slitta solo di tre mesi» avvertiva giorni fa Riccardo De Corato (Fdi). E sicuramente, non saranno virtuali gli aumenti sulle tariffe dei servizi comunali che verranno decisi lunedì dalla giunta. É convocata una riunione fiume tra sindaco e assessori per chiudere la bozza del Bilancio con quest'ultimo nodo. Sotto la lente l'aggiornamento Istat di alcuni servizi, in alcuni casi fermo dal 2000. Né l'ex sindaco Albertini né la Moratti fino al 2010 hanno ritoccato, ad esempio, gli abbonamenti Atm. Per ipotesi, la giunta ora potrebbe alzarli anche del 25%, ma sarebbe un autogol politico visto che sponsorizza l'uso dei mezzi pubblica per entrare in Area C. L'ipotesi più probabile è un aumento del 10% su mensili e annuali. Le altre tariffe a rischio aumento? Mense scolastiche, nidi, le rette per gli anziani ricoverati nelle Rsa, persino quelle dei cimiteri (cremazioni, tumulazioni). La giunta valuterà uno ad uno il livello «x» dell'aggiornamento.
Sarà una seduta accesa, oltre al Bilancio 2013 che verrà votato e messo nel congelatore fino a settembre in attesa di sviluppi, la giunta ne dovrà varare uno trimestrale, per fissare gli investimenti fino all'autunno e non procedere solo per dodicesimi (così potrà finanziare qualche progetto più corposo dell'ordinaria amministrazione). Si aprirà il match tra gli assessori sulle priorità.
Si parlerà di conti in giunta e in consiglio comunale. Lunedì si discuteranno le mozioni presentate da Pdl, Lega e Pd per fare pressing sul governo. Il capogruppo Pd Lamberto Bertolè ha proposto un testo bipartisan per impegnare la giunta ad «avviare un confronto serrato con Roma per l'individuazione di una chiara fiscalità locale e federale», per «salvaguardare una politica di investimenti degli enti locali su infrastrutture e sviluppo» e per ottenere «una legge speciale che consenta a Milano di sforare il Patto di stabilità per le opere Expo». Ma il capogruppo del Pdl Alan Rizzi è ancora cauto: «Si cerca una sintesi, ancora non l'abbiamo trovata». Ed è ancora lontana anni luce secondo il leghista Alessandro Morelli: «Non serve solo una norma per Expo, ma una Legge speciale che riconosca la valenza nazionale di Milano come motore economico, non soldi a pioggia come altre città mal gestite ed incapaci di produrre economia ma federalismo fiscale e autonomia finanziaria. Ma la sinistra è incapace di guardare al futuro».