Atm, meno incassi con il ticket più caro

Un milione e ottocentomila biglietti in meno. Solo nei primi 5 mesi di quest'anno. Ecco quanto è costato alle casse del Comune l'aumento del biglietto per viaggiare sui mezzi Atm da 1 euro a 1,50. I milanesi sono stati un po' lenti nel recepire, ma dopo il rincaro a settembre di due anni fa del ticket, dopo l'arrivo di Area C con l'ingresso a 5 euro, da gennaio si sono dirottati laddove hanno visto l'unica convenienza ancora possibile: l'abbonamento Atm. E hanno smesso di acquistare i biglietti singoli diventati troppo cari. Per l'esattezza ne sono stati acquistati 1 milione e 770 mila in meno. E viceversa sono stati 100mila in più gli abbonamenti in più, considerando l'incremento di annuali e mensili. Una migrazione quantificabile in circa 5 milioni di euro in meno per le casse del Comune. Dentro infatti non c'è stato solo il mancato introito dai biglietti, ma anche l'imprevisto aumento del 49% sull'acquisto degli abbonamenti della Regione che permettono di comprare in città il biglietto ferroviario che poi permette di girare anche sulle linee urbane. Ecco dunque che in Comune il dubbio se rincarare o meno gli abbonamenti non diventa solo una questione di adeguamenti, di Istat, di tariffe ferme a una decina di anni fa. Diventa una questione economica: lì si guadagna più che altrove. Più che alzando ancora il biglietto singolo da 1,50 a 1,70 come invece preferirebbe l'assessore al Traffico Pierfrancesco Maran. Pare che ormai la revisione delle tariffe degli abbonamenti Atm sia ben oltre il semplice ragionamento. Proprio questa sera il sindaco Giuliano Pisapia ha convocato una riunione con assessori e capigruppo di maggioranza e tutti i nodi - leggi gli aumenti - verranno al pettine. Dai trasporti passando per gli asili, il welfare, lo sport, i servizi cimiteriali, le tariffe per le nozze civili. E la fascia di reddito che sarà esente dall'Irpef dipende dalla strategia complessiva.
Anche sugli aumenti Atm quindi sarà definita una posizione unitaria. I numeri d'altronde parlano chiaro. In 5 mesi la vendita degli abbonamenti mensili è balzata a 740mila tesserine, ben 24mila in più. Il costo è allettante, 30 euro, il meno caro d'Italia. Anche gli abbonamenti annuali hanno fatto la loro parte: cresciuti di 3mila unità. Più forte l'incremento per gli abbonamenti senior, riservati a chi ha più di 65 anni e quelli under 26. I primi sono passati da 332mila a 351mila, ben 19mila in più. Quelli per studenti sono esplosi: da 470 a 528 mila. Avere alzato il ticket a 1,50 euro ha mandato su tutte le furie i milanesi e non ha neppure prodotto un aumento delle tariffe che vada a compensare la manovra. Ora giunta e consiglieri stanno riflettendo su dove e come intervenire. Si parla di portare il mensile a 36 euro, invece che 30 e anche di rivedere i criteri in base al reddito. Ma comporterebbe un costo aggiuntivo di gestione: e chi paga? Dovrebbe farlo il Comune, usando parte dei ricavi da biglietti o abbonamenti. Sono stati circa 330 milioni nel 2012, arriveranno a 339 nel 2013.