Attesa per la parata di stelle Ventidue gli appuntamenti

Magnocavallo: «Già operativa la Fondazione Araldi Guinetti a sostegno del nuovo ciclo Astri nascenti»

Viviana Persiani

Un'offerta culturalmente importante, artisticamente imperdibile. É il biglietto da visita della Società del Quartetto che, per la stagione 2018-19, animerà la Sala Verdi del Conservatorio con ben ventidue appuntamenti, tra artisti affermati e talentuosi «astri nascenti», spaziando dal periodo barocco ai nostri giorni. Un'occasione preziosa per riappropriarsi della musica dal vivo, emozione senza eguali. É lo stesso Paolo Arcà, direttore artistico della Società del Quartetto, a presentare tutti gli appuntamenti musicali.

«La parata di stelle - precisa Arcà - si apre il 16 ottobre con l'Ottetto dei Berliner Philharmoniker (con l'esplosione di gioia e vitalità dell'Ottetto di Mendelssohn). Prosegue con grandi pianisti come Daniil Trifonov (il 30), Emanuel Ax (11 novembre), András Schiff (in un concerto tutto mozartiano, 1 febbraio), con la sua Cappella Andrea Barca), Mitsuko Uchida (5 marzo), Rafal Blechacz (7 maggio) e Benedetto Lupo (19 febbraio), i violinisti Leonidas Kavakos (12 febbraio) e Isabelle Faust (26 febbraio), i King's Singers (13 novembre), la Cappella neapolitana diretta da Antonio Florio (18 dicembre), i fiati di Les Vents français guidati dal flautista Emmanuel Pahud (9 aprile)».

Un ciclo di grande impegno, legato alla tradizione del Quartetto (eseguito nella stagione 1981-82), è dedicato all'esecuzione degli ultimi sei quartetti di Beethoven, accostati, uno per concerto, ai sei quartetti di Béla Bartók.

«Sei tra i migliori quartetti del mondo - aggiunge - Jerusalem, Emerson, Cremona, Casals (da gennaio a maggio) e Takács e Haas (in autunno), ci illustrano queste composizioni sublimi e visionarie. Si inaugura quest'anno il ciclo Astri nascenti, ovvero giovani che hanno già ottenuto significativi riconoscimenti internazionali. Sono il Dudok Quartet Amsterdam con la clarinettista Annelien Van Wauwe, il pianista Alessandro Taverna, il violoncellista Edgar Moreau con il pianista David Kadouch, il percussionista Simone Rubino, il Quartetto Hermès con il pianista Gabriele Carcano e il pianista Seong-Jin Cho».

Stagioni di questo livello, però, hanno un costo considerevole e, visti i limitati contributi pubblici, il Quartetto deve ricorrere ad altre fonti di sostegno, quali sponsor e mecenati, fra i quali, ci dice il presidente Antonio Magnocavallo, da quest'anno «c'è una fondazione dedicata a una nostra Socia mancata qualche anno fa, la Fondazione Araldi Guinetti, che sostiene con un importante contributo il nuovo ciclo Astri nascenti, e si affianca alla Fondazione Cariplo, che da anni premia con significativi contributi progetti, anche pluriennali, del Quartetto. Il sostegno di importanti Fondazioni è da decenni nella storia del Quartetto, con la Fondazione Sergio Dragoni, costituita nei primi anni '80 in memoria di un eminente presidente del Conservatorio e consigliere del Quartetto, sua sostenitrice con importanti contributi annuali, scioltasi nei mesi scorsi devolvendo il residuo patrimonio al Quartetto, e con la Fondazione Pro Musica Giancarlo e Etta Rusconi anch'essa, dopo anni di contributi erogati al Quartetto, scioltasi alcuni anni fa devolvendogli parte sostanziale del residuo patrimonio.

«Il mecenatismo - prosegueMagnocavallo - non richiede sempre grandi gesti e si realizza in vari modi. Vi sono alcuni nostri soci che periodicamente ci versano contributi volontari di varie migliaia di euro. Esiste anche la possibilità di non limitarsi a sottoscrivere la - modesta - quota associativa di 100 euro, ma di divenire soci vitalizi (con una quota di 1500 euro una tantum) o almeno soci sostenitori annuali (300 euro). Il numero dei soci vitalizi e dei soci sostenitori è in aumento, e confido si aggiungano altri sostenitori della cultura e della musica».