Auguri «Promessi sposi» I primi due secoli raccontati a fumetti

Al Museo Wow illustrazioni e vignette storiche sul più noto romanzo della nostra letteratura

Simone Finotti

Questo matrimonio non s'ha da fare... ma disegnarlo sì! Il romanzo più famoso della nostra letteratura festeggia i 190 anni dalla primissima edizione (1827), e il Museo Wow non si lascia sfuggire l'occasione per celebrarlo da par suo. Cioè attraverso le immagini, le illustrazioni, le strisce a fumetti e le vignette che in quasi due secoli hanno accompagnato edizioni, riduzioni e parodie del capolavoro manzoniano.

Si chiama «Alla scoperta dei Promessi Sposi: il romanzo di Alessandro Manzoni raccontato in 190 anni di illustrazioni e fumetti» la bella mostra che proseguirà fino al 7 maggio allo Spazio fumetto di viale Campania (martedì-venerdì, ore 15-19, sabato-domenica fino alle 20, ingresso dai 3 a 5 euro). L'esposizione, in collaborazione con Centro Studi Manzoniani, Sistema Museale Urbano Lecchese, Civica Raccolta di Stampe Bertarelli, Biblioteca Sormani e Pixartprinting, entra subito nel vivo con l'edizione «Quarantana» impreziosita dalle tavole del torinese Francesco Gonin su indicazione dello stesso autore. Fra le versioni ufficiali spicca anche quella coi disegni di Gustavo Rosso, il Gustavino, risalenti alla prima metà del Novecento. Nel secondo dopoguerra ecco le prime versioni a fumetti: pioniere fu il «compendio» destinato alle farmacie realizzato nel 1953 da Domenico Natoli per Magnesia S. Pellegrino, di cui sono esposti i preziosi originali. Poi ci si è messa la stampa per ragazzi: da «Lo Scolaro», settimanale di ispirazione cattolica che pubblicò una versione del romanzo nel 1955, alle figurine del «Corriere dei Piccoli» di Aldo Di Gennaro e Bruno Faganello. Nel frattempo ben 18 milioni di italiani restano incollati alla tv per lo sceneggiato-evento di Sandro Bolchi andato in onda nel 1967, e in quei mesi vede la luce anche un nuovo adattamento a fumetti firmato da Michele Gazzarri e Sergio Zaniboni. Nel 1984, in preparazione al bicentenario della nascita di Manzoni, esce il ricco adattamento per «Il Giornalino», scritto da Claudio Nizzi e disegnato da Paolo Piffarerio. Senza contare le parodie più amate: dai disneyani «Promessi Paperi» (1976) e «Promessi Topi» (1989) ai «Frenzo» e «Lucy» dei Flintstones, da Alan Ford fino ai recenti «Promessi Sposi a fumetti» di Marcello Toninelli (2016) e alla vita della Monaca di Monza di Alessandro La Monica.

La mostra, articolata in tre sezioni, non perde mai di vista l'ambientazione del romanzo, offrendo l'occasione di riscoprire angoli di una Milano scomparsa e ripercorrere insieme a Renzo la città seicentesca, molto diversa da quella che conosciamo, anche con l'aiuto di mappe e stampe d'epoca. Un'ampia sezione contiene «focus» sui principali personaggi, fra disegni, trasposizioni a fumetti, raffronti e curiosità. Non manca uno sguardo al collezionismo, con edizioni straniere - addirittura cinesi, giapponesi ed egiziane -, gadget, cartoline (come le mitiche Liebig) e rarità, e al cinema, con manifesti, locandine, fotobuste e video: dal film muto del 1913 di Eleuterio Rodolfi a quello del 1941 di Mario Camerini, dal lungometraggio di Mario Maffei del 1964 ai celebri sceneggiati del 1967 e del 1989, fino alla versione del Trio Lopez-Marchesini-Solenghi e ai «Promessi Sposi in 10 minuti» degli Oblivion.