Autisti nel mirino: violenze e minacce

«Diciamo basta alle aggressioni». Su 400 lavoratori dell'Atm impegnati a far «girare» la linea rossa, trecento hanno firmato la petizione informale fatta circolare per qualche giorno dalla Lega nei mezzanini. Segno che la pazienza è al limite. C'è un ex controllore, ora in servizio tra i «gabbiotti» di San Babila e Duomo, che mostra le ferite accumulate negli ultimi dieci anni di lavoro. Il malleolo del piede destro rotto perchè lo hanno spinto giù dalle scale di Maciachini, taglio sopra l'occhio destro, una coltellata sul braccio sinistro, il setto nasale rotto circa un paio di mesi fa e due sabati fa è finito in mezzo a una rissa tra romeni in San Babila, ha evitato per poco la caduta di una colonna di cemento. «Potevo rimetterci la pelle» ammette. Il pericolo è il mio mestiere? «Purtroppo è diventata una routine per i lavoratori Atm - risponde il segretario lombardo della Lega matteo Salvini ieri in sopralluogo a Cadorna -: li candideremo a un Ambrogino il 7 dicembre perchè lavorare in queste condizioni è eroico». Se non si sentono sicuri i lavoratori tra scippi e aggressioni continue «figuriamoci i passeggeri - sottolinea -. Presenterò un esposto alla Procura per denunciare il fenomeno». Le stazioni più a rischio? «Sesto Fs, Bonola, Loreto, Porta Venezia e Cadorna per gli scippi». Il salto del tornello poi «è diventato uno sport di massa. E se gli addetti agli ingressi intervengono per far rispettare le regole ricevono insulti, sputi o peggio». Qualcuno si è azzardato ad afferrare un «portoghese» per un braccio ed è finito nei guai, «in un secondo si rischia di passare dalla ragione al torto, pigliarsi una denuncia e l'azienda invece di fornire supporto legale assume sanzioni disciplinari preventive».
Il famoso «salto del tornello» è il sistema più usato, specialmente da immigrati, per non pagare il biglietto. «In certe stazioni è una regola» ammettono diversi dipendenti accanto a Salvini. Smentiscono quel calo allo 0,001% degli ingressi citato di recente dall'azienda. Il servizio degli addetti alla sicurezza lungo le linee invece si è praticamente esaurito, «facciamo tutt'altro - spiegano -, controliamo i depositi, “spingiamo“ i passeggeri sui treni a Sesto San Giovanni visto che non sono sincronizzati alle porte automatiche (le famose “porte anti-suicidio“)». Salvini avanza tre proposte a costo zero: «Mettere in servizio almeno 100 vigili per i controlli in metrò, doppi agenti nelle fermate più delicate e copertura legale e assicurativa agli addetti». Meno urgente, ma «tra ricorsi e controricorsi sugli appalti, ci sono addetti che si stanno già presentando al lavoro in jeans perchénon ci sono le divise». Sindaco e governatore hanno avviato il tavolo per la fusione tra Atm e Trenord. Salvini frena: «Lo dico anche a Maroni, chi si fonde ad un'azienda in queste condizioni? Prima risolva i problemi di sicurezza, è l'unico servizio al mondo che aumenta il costo degli abbonamenti ma il servizio peggiora».