Auto di lusso e vip nel bordello dei transessuali

Disperato perché di fatto non era più in grado di controllare il suo inquilino, era ricorso ai carabinieri. Per altro già sollecitati dagli inquilini dello stabile, esasperati dall’attività dei tre viados che avevano trasformato quell’alloggio in «bordello trans». Il terzetto infatti attirava ogni sera decine di clienti tra i quali professionisti di successo, agiati imprenditori e pubblici funzionari di un certo «rango». Alla fine i militari hanno denunciati i prostituti e arrestato un giovane egiziano che aveva organizzato il giro.
Tutto inizia nelle scorse settimane quando il proprietario di un bilocale in viale Fulvio Testi 177 si presenta ai carabinieri della stazione Greco perché, di fatto, aveva perso il controllo dell’appartamento. Affittato regolarmente a un egiziano che a sua volta l’aveva girato a un connazionale clandestino, Ahmed Osman, di 23 anni. Il quale aveva messo su un discreto giretto di squillo. Inizialmente con due argentini a cui si era aggiunto un terzo sudamericano. Lui percepiva 1.200 euro al mese, cifra tutto sommato equa, e loro esercitava il mestiere, dopo aver raccattato clienti in strada.
Clienti di prim’ordine stando alle osservazione dei militari che in pochi giorni di appostamenti avevano potuto notare Porche e Mercedes darsi freneticamente il cambio sotto casa. E più tardi i viados spiegheranno di ricavare dallo loro attività anche 15mila euro al mese, con prestazioni da 50 euro. Un semplice calcolo consente di stabilire una media di dieci clienti a sera da moltiplicare per i tre prostituti. Logico che poi gli altri inquilini abbiano iniziato a lamentarsi e si siano rivolti ai carabinieri.
E così arriviamo alla scorsa sera quando i militari hanno fatto irruzione nel bilocale. Trovando tutto il nécessaire per l’attività, film e riviste porno, gadget e ammeniccoli vari. In camera da letto, divisa in due da un separè per non fermare mai l’attività, un cliente, appunto un facoltoso imprenditore invitato a rivestirsi e tornare a casa in tutta fretta. A questo punto non restava che tirare le somme, denunciando i tre argenti, irregolari in Italia, e arrestando l’egiziano, anche lui clandestino per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.