Autonomia e sanità continua il match tra Sala e la Regione

Il sindaco: "Nomine con il manuale Cencelli". Fontana e Gallera: "Ormai fa il polemista"

I match tra Comune e Regione stanno diventando una telenovela. Il sindaco ieri è tornato ad attaccare la giunta Fontana, questa volta sul terreno della sanità e dell'autonomia. A fornirgli il primo spunto è il caso dell'arresto dell'ex governatore Roberto Formigoni per corruzione legata ad appalti sanitari. Beppe Sala esprime «solidarietà umana», non si scandalizzerebbe «se gli venissero concessi, a 71 anni, gli arresti domiciliari» e contesta ai 5 Stelle che «farne l'emblema di una missione politica mi pare francamente una cosa un pò strana».

Ma - come succede ormai quotidianamente dopo le frizioni sugli aumenti Atm bloccati dal Pirellone -, Sala sposta subito il mirino sull'attuale giunta: «Le regole che governano le scelte nella sanità - contesta - non sono cambiate, ancora oggi nelle scelte della Regione vedo un atteggiamento da manuale Cencelli, Lega e Forza Italia si stanno spartendo ancora una volta i ruoli. Questo senza nulla togliere alla qualità della sanità lombarda, ma Fontana non sta dando segni di cambiamento. I nomi che vedo venire avanti rispondono a un equilibrio tra richieste dei partiti. É ora di finirla». Per primo ribatte l'assessore al Welfare Giulio Gallera (Fi): «Sala ha smesso di fare il sindaco per polemizzare ogni giorno e in ogni occasione con la Regione, ma riesce solo a fare la figura dell'ignorante.

Con le sue affermazioni offende decine di professionisti di altissimo livello e dimostra di non conoscere il sistema che regola le nomine dei vertici della sanità lombarda. Ci sono norme rigidissime a livello nazionale, tra l'altro predisposte ed emanate nel 2016 dal governo Renzi, che ha fatto proprie le imparziali e trasparenti modalità di selezione predisposte dall'ex giunta Maroni». Le fasi selettive per la carica di direttore generale, spiega, prevedono l'adesione preliminare ad un bando nazionale che richiede caratteristiche specifiche in termini di titoli di studio e specialistici, elevata professionalità ed esperienza.

Una commissione speciale composta da rappresentanti indicati dal mondo universitario, dall'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e da Regione Lombardia effettua la fase di valutazione. Dopo la realizzazione di ben 250 colloqui, sono stati individuati 100 professionisti per il ruolo di dg, e dall'elenco la giunta ha scelto i migliori». Anche «per la composizione delle direzioni strategiche delle aziende socio sanitarie lombarde vengono seguite impostazioni selettive, con più di 500 i colloqui effettuati per individuare i professionisti migliori».

Il governatore Fontana rimarca apposta che «Sala ha colto l'essenza: la sanità lombarda è di qualità, aggiungo io eccellente. E nonostante ciò il sistema è sempre sotto esame: apportiamo aggiustamenti, a volte correzioni di rotta, come è ovvio». All'accusa di spartizione ribatte che «ultimamente il sindaco, ossessionato dal voler intervenire su tutto e tutti, azzarda giudizi su temi che conosce solo superficialmente.

Da oggi lo considero un esperto di manuale Cencelli, considerato le certezze con cui ne parla». E Sala ieri è tornato ad attaccare la Lega sull'autonomia: «Bisogna rallentare, serve più trasparenza. É un colpo di mano della Lega che governa in Lombardia e Veneto per avere più potere». Fontana invece ha riunito ieri gli Stati generali del Patto per lo sviluppo raccogliendo «in modo unanime e determinato la voce di associazioni di categoria, Comuni, sindacati che chiedono in modo forte l'approvazione dell'Autonomia».

Due sere fa ha sentito il premier Giuseppe Conte, «mi ha rassicurato sulla sua volontà a concludere il percorso. Non sarà un giorno o una settimana in più a inficiare questo processo».