Avanguardie bio e vegani Così «Identità Golose» annuncia la rivoluzione

Il fondatore Marchi: «I nostri avi hanno avuto coraggio a innovare e così è nata la cucina italiana»

Camilla Rocca«La libertà è sedersi allo stesso tavolo, condividere un momento di svago, che può essere un buon cibo, la musica, la passione per lo sport, nel rispetto della visione dell'altro»: questa la visione di Paolo Marchi sulla libertà e sulla sua forza, il tema del prossimo congresso internazionale di cucina d'autore di Identità Golose. Giunto alla XXII edizione che si terrà da oggi fino a martedì presso MiCo-Milano Congressi, la fiera in città di via Gattamelata 5, complici i recenti attentati a Parigi, che sono solo la ciliegina sulla torta di una serie di eventi di terrorismo che fanno parte della nostra mediatica quotidianità, Paolo Marchi vede nei mirini dei jihadisti uno stadio, dei bistrot, un locale per concerti: passioni che accomunano qualsiasi credo politico e religioso. La libertà deve prevalere, sopra ogni cosa: «Se i nostri avi non avessero avuto il coraggio di osare non esisterebbe la cucina italiana. Il riso, la pasta, il caffè e il pomodoro, per citare gli ingredienti dei nostri cavalli di battaglia conosciuti in tutto il mondo, non sono certo originari italiani. La forza della libertà è l'innovazione, immaginare i fatti sotto una prospettiva diversa, rompendo gli schemi, questo voglio portare al convegno» dice l'ideatore e il curatore di Identità Golose, dopo 32 anni di onorato servizio presso Il Giornale. Spolverando le origini trentine ricorda: «In montagna mezzo secolo fa gli spaghetti erano considerati un cibo esotico, si è sempre avuto paura di ciò che è estraneo e diverso, eppure oggi a Milano il sushi va per la maggiore». Ma nonostante i tempi siano cambiati, talvolta «confondiamo il piacere per il kebab con problemi di convivenza». Qui sta la forza della libertà in cucina: nella rottura degli schemi. Quest'anno ci aspetta un'edizione piena di colpi di scena, a partire da Margarita Forés dalle Filippine, all'avanguardia sul biologico e famosa per la cottura di uova a sviluppo embrionale avanzato del pulcino, a Matthew Kenney, fondatore della scuola di cucina vegana crudista più importante al mondo. Tra i liberi rivoluzionari italiani vedremo coinvolti Carlo Cracco, Massimiliano Alajmo, Massimo Bottura, Enrico Crippa, Davide Scabin, Niko Romito, Anthony Genovese, Mauro Uliassi, Moreno Cedroni, solo per citarne alcuni. Gli unici modi per abbattere le proprie paura e per affermare la propria libertà sono il confronto con la realtà globale di cui si fa parte e la cucina, nelle sue espressioni più alte, può e deve contribuire a creare un clima aperto al dialogo e alla ricerca delle proprie avanguardie come spinta portante di una nuove visioni e orizzonti.