«Avengers», in mostra il mito dei supereroi

Stati Uniti, 1963. In pieno clima di Guerra fredda, l'autore Stan Lee e la «matita» Jack Kirby hanno un'idea: perché non mettere insieme i supereoi più potenti del pianeta, per combattere nemici che, da solo, nessun eroe potrebbe fronteggiare? La casa editrice Marvel raccolse la sfida e nel settembre di quell'anno uscì dai quattro angoli della terra una vera e propria stirpe di miti: i Fantastici Quattro, Spider-Man, Iron Man, Hulk e Thor, una perfetta combinazione di sogno americano, superomismo mitteleuropeo, mitologia antica ed epopea norrena. Erano nati The Avengers, i Vendicatori, che di lì a poco avrebbero trovato il loro leader a stelle e strisce nel muscolosissimo Capitan America, alias Steve Rogers, direttamente dalla Seconda guerra mondiale. E oggi, mentre è atteso nelle sale, per il 22 aprile, il film «Avengers: Age of Ultron», uno degli eventi cinematografici dell'anno, lo Spazio Wow dedica ai supereroi più famosi del fumetto una mostra che ne ripercorre la storia, dalle origini della saga fino ad oggi: «Avengers: il mito», fino al 31 maggio, per entrare nella leggenda insieme ai nostri paladini. Piatto forte del percorso espositivo, ricco e molto vario, sono le splendide tavole originali di importanti artisti stranieri (John Buscema, Alex Ross, John Perez, Arthur Adams, Steve McNiven) e italiani (Giuseppe «Cammo» Camuncoli, Gabriele Dell'Otto, Matteo Scalera), e albi rari provenienti da collezioni private e dall'archivio della Fondazione Franco Fossati. Gadget, figure animate e riproduzioni a grandezza naturale ci aiutano a capire quanto negli anni sono cambiati, nella grafica e nel carattere, personaggi come Capitan America, che nel tempo si è «snazionalizzato», Thor, Iron Man, Vedova Nera, Hulk, Occhio di Falco, Ercole, la Valchiria e il famigerato robot Ultron. Tanti gli episodi rievocati: l'arrivo della Visione e di Ultron, la guerra intergalattica con Kree e Skrull, i Vendicatori della Costa Ovest e Onslaught, e ancora saghe come «Civil War», «Assedio» e il recentissimo «Original Sin», raccontate con la collaborazione di Panini Comics, che pubblica i fumetti Marvel da più di venti anni. Molto spazio è dedicato al successo cinematografico, all'oggettistica, alle miniature e a tante curiosità interattive come la gabbia di Hulk e il database di Tony Stark sui quasi 100 eroi che hanno popolato la saga. Una cosa resta impressa, che è poi l'ingrediente in più del successo degli Avenger: la loro dimensione umana, che li rende supereoi tutt'altro che granitici, anzi, sempre alle prese con «superproblemi», gelosie, reciproche inimicizie. Eh sì, perché fare l'eroe è una bella responsabilità. L'aveva già capito Bertolt Brecht: «Sventurata la terra che ha bisogno di eroi!», faceva esclamare al suo Galileo.