«Avrò cinque vice e in Regione non serve rimpasto»

Mariastella Gelmini è appena uscita dalla prima riunione operativa dei coordinatori regionali di Forza Italia con Silvio Berlusconi. «Nella mente di Berlusconi, Forza Italia non è solo un partito ma un progetto. Non è un partito per iniziati, ma aperto alla gente, ai cittadini, alla società civile. Un partito che vuole recuperare dalla trincea del lavoro professionisti, imprenditori, artigiani e raggiungere ogni singolo elettore».
Silvio Berlusconi pensa di essere capolista di Forza Italia alle Europee in Lombardia?
«Il presidente non ha detto che si candida, ha fatto una considerazione nell'ambito della sua richiesta di revisione della sentenza alla Corte di Lussemburgo. Ha detto che, se venisse accolta, lui sarebbe candidabile. Se potesse candidarsi, sarebbe una bellissima notizia. Ma siamo prudenti, ancorché fiduciosi nella Corte di Lussemburgo».
Come avverrà il rilancio di Forza Italia di cui si tanto si parla?
«A noi presidenti di Regione di Forza Italia, come lui ci chiama, Berlusconi ha chiesto di raggiungere ogni singolo elettore attraverso i coordinamenti cittadini, provinciali e i Club, che dovranno tutti collaborare tra loro. Ma anche di andare oltre: vorrebbe raggiungere anche i molti indecisi e quelli che hanno votato Grillo, i tanti che si sono rifugiati nell'astensione. Un progetto che prevede un forte coinvolgimento di eletti, amministratori, coordinatori e della società civile».
Anche i candidati alle elezioni saranno scelti nel mondo del lavoro e delle professioni?
«Berlusconi ha fatto appello ai coordinatori affinché si rivolgano alle associazioni di categoria, al mondo delle libere professioni, al volontariato, all'associazionismo sportivo, affinché da questi mondi arrivino rappresentanti che aderiscano a Forza Italia e si candidino a comunali, regionali, europee e speriamo anche alle politiche».
Come sarà organizzato il partito in Lombardia?
«Non mi interessa un organigramma di corrente. Intendo nominare un responsabile che si occuperà della difesa dei proprietari di casa. Avremo un responsabile a difesa dei risparmi dei lombardi. E un responsabile della solidarietà. Alla Caritas si rivolgono tantissimi italiani: una volta aiutavano prevalentemente extracomunitari, adesso non è più così. Vogliamo essere molto concreti».
Qual è il primo segnale concreto che intende dare agli elettori lombardi?
«Daremo un segnale abbattendo fortemente i costi della sede e del partito. E come partito, vorrei dare un contributo di solidarietà a chi ha bisogno. Non progetti teorici, ma piccoli segni concreti di solidarietà».
Quanti saranno i suoi vice e quando saranno nominati?
«Saranno almeno quattro, forse anche cinque. Nell'arco di quindici giorni presenterò una prima bozza di organigramma. Massima apertura a quelli che vogliono dare una mano per costruire una squadra regionale in cui tutti si sentano coinvolti. Una squadra giovane, capace e competente, con profili di qualità».
Il presidente Maroni ha detto più volte che a marzo rivedrà la sua squadra. Sono previste novità a breve nella giunta regionale?
«Maroni non me ne ha mai parlato. Se mi presenterà il tema, a tempo debito ne parleremo. Ma gli assessori di Forza Italia stanno lavorando bene, sono affiatati, non avverto la necessità di cambiare nessuno. Non è una questione all'ordine del giorno. Non è la mia priorità».
Quali saranno i rapporti con Ncd, anche in vista delle elezioni?
«Il nostro obiettivo è rafforzare Forza Italia. Ma dialoghiamo con tutti coloro che fanno parte della nostra metà campo. Innanzitutto con la Lega, nostro alleato storico, ma anche con Fratelli d'Italia, Ncd e con tutte le formazioni civiche. Saremo soprattutto attenti, in vista delle amministrative, a evitare divisioni, conflitti e personalismi. Abbiamo perso per incapacità di confluire su unico candidato. La capacità di fare sintesi tra le diverse sensibilità del centrodestra è il mio principale obiettivo».
Come gestirà eventuali divisioni interne a Forza Italia?
«Dove Forza Italia è divisa all'interno, dove si litiga, non daremo il simbolo».