Le avventure di Indiana Jones musicate dal vivo

All'Auditorium il film i «Predatori dell'arca perduta»: l'Orchestra Verdi suonerà la colonna

Simone Finotti

Riecco la grande musica da film targata laVerdi, e riecco un «classicone» del cinema di intrattenimento con la sua meravigliosa soundtrack eseguita dal vivo in sincrono, ormai una specialità dell'orchestra di Largo Mahler.

Dopo il successo, a fine aprile, di «Ritorno al futuro», prepariamoci a rituffarci in un passato affascinante e misterioso, fra civiltà sepolte, nazisti pronti a tutto, liane sospese sugli abissi, pozzi infestati da serpenti e altri pericolosi trabocchetti, in compagnia del più famoso archeologo del grande schermo (e non solo): e chi altri se non il mitico professor Henry Walton Jones Jr., in arte Indiana Jones, con i suoi «Predatori dell'arca perduta» (Raiders of the Lost Ark), la pellicola record d'incassi di Steven Spielberg, su soggetto di George Lucas e Philip Kaufman, che nel 1981 lanciò Harrison Ford e diede il via a una tetralogia cinematografica tra le più fortunate di sempre? Ci pensa il direttore olandese Ernst van Tiel, oggi e domani (ore 20.30) all'Auditorium, a guidare la Verdi, e il pubblico, in un funambolico viaggio fra le musiche di John Williams, uno dei grandi innovatori del genere. Capace, in questo caso, di rievocare - non senza una patina di affettuoso humour-canoni, atmosfere e stilemi retro, come egli stesso ebbe a confessare: «Si tratta di un magnifico film d'avventura nello stile degli anni '30». E la musica non è da meno: la partitura di un'ottantina di minuti, composta in poco più di due mesi e registrata subito dopo con la London Symphony Orchestra, sembra muoversi sulle tracce di Max Steiner, il compositore della Hollywood ruggente, noto per le musiche di «King Kong», che Williams amava a tal punto da permettersi riuscitissime rivisitazioni caricaturali, in un'atmosfera di divertita leggerezza che non scalfisce - e qui sta la mano del maestro - l'effetto kolossal dell'insieme: «I film di Indiana Jones sono stati molto divertenti da fare. Non c'era nulla che dovessi prendere troppo sul serio dal punto di vista musicale», disse. Ne nacquero melodie di grande impatto, ricordate e canticchiate da generazioni di appassionati. Tanto che oggi il film sarebbe impensabile senza quelle musiche, diventate, quasi per antonomasia, la colonna sonora delle più improbabili avventure cinematografiche.

Non meno rocambolesca la nascita del popolare personaggio: leggenda vuole che tutto abbia avuto inizio davanti a un castello di sabbia che Spielberg e Lucas, amici di lunga data, stavano costruendo su una spiaggia delle Hawaii, nel maggio del 1977, reduci rispettivamente da «Incontri ravvicinati del terzo tipo» e «Guerre Stellari». Fu lì che George rispolverò una sua vecchia idea, e Steven convinse l'amico ad affidargli la regia del progetto. Le esecuzioni delle colonne sonore con laVerdi riprendono a metà settembre con lo Star Trek di J. J. Abrams (2009). Biglietti da 25 a 40 euro, info e prenotazioni in Auditorium, oppure on line su www.laverdi.org o www.vivaticket.it.