Avvertimento all'imprenditore: otto colpi di pistola alle gambe

(...) Giovanni Biffi, fondatore ed ex proprietario della Officine Meccaniche Biffi, una stamperia industriale con due stabilimenti in via Foscolo a Basiano, stava viaggiando a bordo della sua Mercedes grigia, dopo aver lasciato la sua abitazione di Cambiago. Arrivato all'altezza di alcuni capannoni industriali, in viale delle Industrie, è stato affiancato da uno scooter, ritrovandosi in una trappola di proiettili. Otto colpi hanno crivellato la fiancata della sua auto, due lo hanno colpito alla gamba sinistra.
A soccorrerlo, dopo aver udito gli spari, sono stati alcuni operai di un'azienda vicina che, oltre ad avvisare il 112 e il 118, hanno raccontato di aver visto uno scooter con due persone a bordo fuggire a forte velocità. La Omb, nata nel 1962, nel 2000 era passata in gestione alla figlia e al genero dell'imprenditore, nelle cui mani però è tracollata definitivamente a maggio dello scorso anno. «Lavoro per l'azienda dal ‘95 – racconta Mauro Fagnani, dipendente dell'ufficio tecnico – e mi sono sempre trovato bene. Certo, da quando Biffi ha lasciato, sono cominciati i problemi, a inizio estate abbiamo anche fatto manifestazione qui fuori perché non ci pagavano». Cinquanta dipendenti, quasi tutti ricollocati nella nuova società, erano stati vittima di mancanti pagamenti, apparentemente risolti con il passare del tempo. «Qualche fornitore – prosegue Fagnani – avanzava pagamenti, non so di che cifre parliamo, ma quello che è successo è davvero strano. Nemmeno posso dire se ci fossero altri problemi, richieste diverse di denaro, strane...». Fallita la gestione Biffi, azienda e stabilimenti sono passati a una nuova società, di cui l'ingegner Stefano Gatto è azionista di maggioranza. È sconvolto, Gatto, così come le segretarie all'interno dell'area stamperia, provate da una notizia che a Basiano non è proprio di tutti i giorni. «Io conosco abbastanza bene Biffi – spiega –, viene in azienda perché l'ha fondata lui, ma la sua è una figura di rappresentanza da anni. Suo genero invece lo abbiamo assunto noi, assorbendolo con altri 40 dipendenti. I debiti non li so quantificare, ma sinceramente lo stile dell'aggressione fa pensare ad altro». Lo descrivono tutti così, Giovanni Biffi. Un 75enne arzillo, dalla battuta pronta ma che nella sua azienda ci credeva davvero. Nessuno sa dire se ci fosse qualche donna di troppo nella sua vita che possa aver fatto scattare la gelosia di un altro uomo, e neppure quanto grande fosse il buco creato dalla Omb. Ma i debiti c'erano. Dalle prime ricostruzioni dei carabinieri, la traiettoria dei colpi lascia pensare a un «avvertimento», anche se la Procura indaga per tentato omicidio. Ricoverato all'ospedale di Melzo, Biffi è fuori pericolo.