Avvisi di strappo a sinistra Sala fa patti con Pisapia

Sel si vede dopo il voto, i ribelli si smarcano dal Pd Mr Expo dal sindaco per chiedergli di far da garante

Chiara CampoIl gioco delle parti continuerà a lungo. Giuseppe Sala da neo candidato sindaco del Pd garantisce di essere «in continuità con Pisapia», si aspetta «lealtà» dai partiti che hanno partecipato alle primarie» e se qualcuno cambierà strada avvisa, «se ne dovrà assumere la responsabilità». Ma sembrano i discorsi dei colonnelli renziani prima delle urne. Parecchi fino all'ultimo hanno sperato che Sel si sfilasse davvero dalla corsa, e non è successo. E le provocazioni sono ricominciate subito, da una parte e dall'altra. «Voteremo Sala? Vedremo» ha detto subito dopo il voto il capogruppo Mirko Mazzali. Oggi si riunisce il coordinamento di Sel per fare un punto dopo la sconfitta (i militanti si erano divisi tra Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino). L'ala più ribelli, sottobosco, sta già discutendo con la sinistra radicale e i civatiani che entro poche settimane lanceranno un candidato anti-Sala. I «moderati», e fanno parte di questa scuola Mazzali e il consigliere Luca Gibillini, preferirebbero restare all'interno della coalizione, candidarsi con una lista di sinistra in appoggio a Sala con arancioni e magari la stessa Balzani capolista, in grado di pesare sul programma elettorale e sulle scelte in giunta e in aula in caso di vittoria. Secondo i pronostici, dalla riunione di oggi non uscirà ancora una posizione definitiva. Si aspetterà (anche) il vertice della coalizione convocato domani dal segretario Pd Pietro Bussolati per mettere sul tavolo le questioni e frenare subito le polemiche che possono danneggiare Sala.Il manager sta ribadendo «continuità», il primo atto è stato chiedere un incontro privato con il sindaco, che si terrà oggi. Gli chiederà ovviamente di essere il garante del risultato delle primarie. Sia la Balzani che Majorino ieri hanno mandato segnali in questa direzione. «Continuiamo il lavoro per contribuire al programma di Sala e della coalizione. Politica, idee e progetti vengono prima dei ruoli personali» ha scritto su Facebook la vicesindaco. E con un candidato anti-Sala annunciato da Rifondazione e Civati, non può perdere l'elettorato del sindaco. Anche se solite voci di corridoio a Palazzo Marino dicono che i renziani si augurerebbero uno strappo che partise da Sel. Il profilo di Sala doveva sfondare al centro, e portare via voti al centrodestra. Sarà gioco facile per Forza Italia e Lega mostrare la distanza sui temi cari alla sinistra, dai centri sociali ai graffiti alla politica buonista su profughi e rom. Il programma di Sala dovrebbe attenersi molto a quello di Pisapia nel 2011. E potrebbe invee da subito costruire l'allenza con liste centriste (a partire da «Scelta civica») Intanto, ieri sono arrivati pubblicamente i «complimenti, auguri e buon lavoro a Beppe Sala» dal premier Matteo Renzi, «ha saputo mettersi in gioco, dopo il trionfo dell'Expo - ha scritto nella sua enews -. Non era scontato. Grazie per la passione e per la competenza a Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino e Antonio Iannetta. Un grazie particolare agli straordinari volontari del Pd milanese (gente tosta!), al sindaco uscente Giuliano Pisapia e all'ottimo segretario provinciale del Pd, Pietro Bussolati che ha fatto davvero un lavoro prezioso». E Renzi è tornato a rispondere a Beppe Grillo e ai grillini dopo le critiche sulle primarie «made in China». A Milano 61mila persone hanno scelto il proprio candidato. E abbiamo visto diluvi di critiche di persone che in vita loro hanno preso al massimo 180 clic su una piattaforma».