Avviso di sfratto per l'Expo Gate Il nodo dei costi

L'avevamo battezzato la «grande bruttezza» quando ancora non era finito del tutto. Ma contro l'Expo Gate in piazza Castello, prima e dopo l'evento, se ne sono sentite di tutti i colori. Il circolo Pd Città Mondo, che ha tra i suoi fondatori l'archistar ed ex assessore alla Cultura Stefano Boeri aveva lanciato una petizione e raccolto più di mille firme in due settimane per impegnare pubblicamente il sindaco e la giunta comunale a sfrattare i due padiglioni in vetro e acciaio da via Beltrami immediatamente dopo la chiusura dell'evento. «Trasformare da temporanee a stabili le sue strutture tubolari significherebbe deturpare in modo definitivo una delle piazze simbolo di Milano, proprio mentre prende vita la nuova isola pedonale». Aveva presentato una mozione in questo senso anche il capogruppo della Lega Alessandro Morelli e persino la maggioranza, con un ordine del giorno che aveva tra i primi firmatari il consigliere di Sel Luca Gibillini e la capogruppo della Lista civica x Pisapia Elisabetta Strada ha chiesto con largo anticipo alla giunta di «cercare una adeguata collocazione per Expo Gate, anche a livello metropolitano» ricordando che la costruzione «è stata contestata da molti cittadini e rappresentanti delle istituzioni» e «oscura parzialmente la visione prospettica del castello dal Duomo e viceversa». Anche l'assessore al Turismo Franco D'Alfonso peraltro aveva puntualizzato mesi fa che si tratta «di una struttura provvisoria». E ieri a giunta, quando ormai manca solo un mese e mezzo alla chiusura dell'Esposizione a Rho, ha iniziato ad aprire il dossier. Soprattutto per verificare le procedure burocratiche e scongiurare il rischio che smontaggio e ripristino della piazza finiscano per pesare (anche) sulle casse del Comune. Nel 2013 palazzo Marino ha firmato con la società Expo (che ha poi affidato alla Fondazione Triennale la realizzazione e gestione dell'Infopoint) una convenzione per la concessione d'uso fino al 31 dicembre 2015 dell'area di via Beltrami. Lì si dice che saranno «sempre a carico del concessionario, per tutta la durata del contratto, gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'area». Cosa succede se si sfora la scadenza? É quanto la giunta vuole approfondire in tempi strettissimi, e parallelamente da dato incarico all'assessore Pierfrancesco Majorino di iniziare a ragionare con i gruppi consiliari sulla ricollocazione.