Avvocatessa accoltellata: adesso è caccia al sicario

Fuori pericolo, è stata interrogata. Si indaga sui suoi rapporti di lavoro. La pista dell'agguato su commissione

«Non lo avevo mai visto prima. E quando è arrivato nel mio studio ha subito iniziato a colpirmi». È questo il racconto messo a verbale, nel primo faticoso interrogatorio, da Paola Marioni, l'avvocato milanese accoltellata giovedì sera nel suo studio in via dei Pellegrini. La professionista ha indicato ai poliziotti della Squadra Mobile il nome con cui l'uomo si era presentato al telefono e aveva chiesto l'appuntamento, ma il nome si è rivelato falso. «Italiano, altezza media», è l'unica descrizione che la vittima ha saputo dare. Così ora le indagini per dare un nome al mancato omicida sono affidate soprattutto alle immagini delle telecamere di sicurezza e alla analisi del traffico telefonico. Ma la pista investigativa è chiara: poiché vittima e aggressore non si conoscevano, l'ipotesi è che l'uomo fosse un sicario su commissione, incaricato fin dall'inizio di assassinare la Marioni. Difficile pensare che si dovesse limitare a darle una lezione, vista la violenza dei fendenti inferti che solo per caso non hanno leso organi vitali.

Paola Marioni ormai è fuori pericolo, e domani o dopodomani verrà trasferita nei reparti di degenza. Oltre a incontrare alcuni amici, ieri ha potuto parlare con gli investigatori della Mobile, ma il suo contributo alle indagini è stato meno decisivo di quanto si potesse sperare, una volta assodato che il nome del presunto cliente era semplicemente un alias.

L'uomo si era presentato dicendosi interessato all'acquisto di un immobile che la Marioni aveva ricevuto la delega a vendere, ma era solo un pretesto per trovarsi a tu per tu con la donna, altrimenti non facile da avvicinare. Paola Marioni viene descritta come una donna chiusa, a volte persino diffidente. L'escamotage era quindi necessario per poterla avvicinare senza suscitare sospetti.

A questo punto l'indagine inevitabilmente si allarga all'intera cerchia delle attività sia private che professionali della professionista. In quale vicenda Paola Marioni possa avere, più o meno consapevolmente, colpito interessi tali da scatenare come reazione l'ordine di ucciderla è, allo stato, un mistero. Sarà la donna, nei prossimi giorni, ad accompagnare gli investigatori nella ricognizione dei suoi affari, alla ricerca di una traccia che possa portare a scenari verosimili. L'unica traccia che sembra esclusa è quella sentimentale, vista la vita riservata che la Marioni ha sempre condotto. Della certezza che il delitto sia maturato nell'ambito professionale dà conto anche la dichiarazione con cui l'Ordine degli avvocati chiede che si faccia rapidamente luce sulla vicenda: «Esprimo lo sdegno e lo sconcerto mio personale - dice ieri il presidente Remo Danovi - del Consiglio dell'Ordine e dell'intera avvocatura milanese, per un atto di violenza così grave nei confronti di una collega, di una donna, colpita nello svolgimento della sua attività professionale. Ci auguriamo che Paola Marioni si riprenda al più presto, e che l'inchiesta possa individuare tempestivamente l'autore del crimine».