Azione, ciak cinese in piazza Duomo

Il primo serial tv girato in Lombardia. Riprese anche in via Mercanti, all'Arco della pace e in Galleria

Stefano GianiÈ una storia di studenti. Vent'anni e una gran voglia di vedere il mondo. Poi, va da sé che le matricole arrivano a Milano per studiare architettura e s'innamorano. Alla fine del soggiorno tornano da dove sono venuti, ossia in Cina. E, a distanza di anni, ormai adulti e maturi, si ritrovano in Italia ripercorrendo con la memoria quegli anni felici. Dopo sette giorni di riprese - ciak inaugurale a San Giuseppe - il primo set cinese in Italia e a Milano di un serial tv, intitolato So Young, leverà le tende a Pasquetta.Hanno già girato all'Arco della Pace e in piazza Mercanti, ieri il set era davanti al Duomo e, nella notte, in Galleria. Nei giorni scorsi tappa a Pieve del Cairo per gli interni in un castello e a Marne - tra Capriate e Dalmine - per gli esterni. Perché gli studenti non sono squattrinati qualunque, anche se vengono da Pechino o Shangai. Infatti, ieri, ai bordi del set, nugoli di conterranei dagli occhi a mandorla li riconoscevano e li chiamavano. Piccole grandi star di domani, insomma. I Justin Bieber del Sol Levante. Gente dallo sguardo inespressivo che catalizzava cinesini e cinesoni, mentre i milanesi guardavano con distaccata curiosità. Raitre ha provato a filmare il set ma è stata allontanata senza troppi convenevoli. Questione di copyright, dicevano, francamente discutibile.Nessuno dei 50 episodi da tre quarti d'ora ciascuno, in onda da luglio alla tv asiatica, vedremo mai. Anche se oggi esiste internet e una cosa che si chiama streaming. Nessuno si prenderà la briga di tradurre il serial, tanto meno di investirvi denaro. Così non sapremo mai neppure quale immagine di Milano esce da quei fotogrammi. «Non esiste un italian dream da imitare, sulla falsariga del sogno americano - spiega la produzione -. Non abbiamo un modello latino da emulare. L'Italia è bellissima. Tutto qui. E i nostri giovani vogliono vedere il mondo. Spagna. Francia. E altro ancora. Però l'Italia...».Tutto il mondo è paese, per certi versi. Qui ci si intriga per pagode e grandi muraglie e là per quel «qualcosa di nuovo, anzi, d'antico», già scoperto dagli indiani che, a casa nostra, hanno portato vari set da Bollywood. Anche la Cina lo ha fatto, ma mai prima d'ora aveva pensato di ambientarvi un serial tv. La parte orientale è stata già girata, quella italiana finirà domani. Se è vero che non c'è miglior spot del cinema, vedremo arrivare altri cinesi. E finalmente non per aprire altri centri massaggi.