Balzani scaricata dai suoi Sel (per forza) con Sala

Venerdì assemblea per una lista arancione anche senza la vicesindaco Cena di raccolta fondi Pd per mr Expo con Guerini, Martina e Benifei

Chiara CampoNon è arrivato da Beppe Sala - e tantomeno dal Pd - quel segnale politico che potesse convincere Francesca Balzani a rivedere la sua decisione di non guidare una «lista arancione» a sinistra del Pd. Per la vicesindaco la questione era già chiusa una settimana fa, aveva spiegato i motivi del rifiuto a chi l'aveva sostenuta durante le primarie. Ma i rappresentanti dei comitati civici, dei Verdi, di Sel e di quel pezzo dei dem che non aveva fatto campagna per il manager Expo, aveva giocato un ultima carta nel colloquio con il candidato venerdì scorso. Un'apertura di dialogo per salvare almeno il progetto della lista arancione. E avevano chiesto a Sala di sottolineare l'importanza che fosse proprio la Balzani la capolista. Ma il suo discorso nei giorni a venire è stato diverso, ha rimarcato l'importanza di una lista a sinistra, con o senza la vice. Una pietra tombale sulla sua discesa in campo. E fuori virgolette, diversi suoi ex supporter non la ritengono neanche più così gradita, segno che i rapporti nei tira e molla delle ultime settimane si sono deteriorati, o che a questo punto la scelta è tra salire sul carro di Sala, alle sue condizioni, o scomparire. Le riunioni e i contatti tra gli ex balzaninai sono continue. Venerdì sera hanno fissato un'assemblea (alle 20.30, in Sala Alessi a Palazzo Marino) per decidere, in tempo per il lancio della campagna elettorale di mr Expo sabato mattina dal palco del teatro Franco Parenti, che la lista arancione resterà a far parte della coalizione di centrosinistra, nessuno strappo. La ricerca di un capolista alternativo che sia rappresentativo non sta dando buoni risultati. E dato che a questo punto, nessuno del Pd si candiderà fuori dal partito, il risultato alle urne non è quantificabile. Nel caso non ci sia un nome di punta, le ipotesi sono una testa di lista con gli esponenti locali più rappresentativi dei vari mondi (da Enrico Fedrighini e Elena Grandi per i Verdi a Mirko Mazzali e Luca Gibillini per Sel, Paolo Limonta per i comitati civici) o l'ordine alfabetico è la scelta di un elenco di «garanti» che sponsorizzino il progetto, da Pisapia a Gad Lerner. Il Pd aspetta che la sinistra decida per sbloccare a propria volta la scelta del capolista: in pole position ci sono Pierfrancesco Majorino e Pierfrancesco Maran, ma uno è più rappresentativo della sinistra del partito e l'altro renziano. La partita non si chiuderà entro sabato. A guidare la lista civica potrebbe essere Umberto Ambrosoli. Sala ha scelto di lanciare la campagna in concomitanza con il candidato del centrodestra Stefano Parisi (dalle ore 11 al teatro Dal Verme, con i big di Forza Italia, Lega, Ncd e Fdi). Il centrosinistra si riunirà intorno al candidato al teatro Parenti a partire dalle 10.45. Saranno presenti tutti gli assessori e il sindaco Giuliano Pisapia.Alla vigilia della kermesse, venerdì alle 20 il Pd ha organizzato una cena di finanziamento della campagna elettorale all'Hotel Marriot0 di via Washington. Duecento euro a coperto e lo staff prevede tra le 800 e mille persone a tavola (il massimo della capienza). Nel menu, penne con crema di piselli, mozzarella e pomodoro, arrosto di maialino con patate al forno e spinaci, mousse al caramello con salsa alla liquirizia (anche il menu si chiama «liquirizia»). Tutti presenti gli eletti milanesi e lombardi del Pd. Già confermati il vioceegretario nazionale LOrenzo Guerini, il ministro Maurizio Martina, gli eurodeputati Brando Benifei e Patrizia Toia. Ma si attendono altri arrivi da Roma.