Banda in manette per un furto: potrebbe essere legato a quello dei trolley

La squadra mobile teneva d’occhio da oltre un mese i sette colombiani pensando fossero gli autori del colpo a Buccellati, con un bottino di un milione e mezzo. In questo modo gli investigatori hanno scoperto che i banditi continuavano a razziare gioiellerie. E così dopo l’ultimo colpo a Valenza Po, hanno fatto scattare le manette. Sempre in attesa di trovare prove sicure della loro responsabilità anche per l’assalto in via Durini.
La banda faceva capo a un giovanissimo sudamericano, Eduardo Ortiz Valderrama, 22 anni, che per l’ultimo assalto aveva aggregato quattro uomini e due donne. Colpi in cui solitamente destrezza a sorpresa erano prevalenti su forza e violenza fisica. Il 12 giugno a Pavia, per esempio, una coppia elegante era entrata nelle gioielleria Tempesta di via Vittorio Emanuele 29, per vedere alcuni preziosi. Subito dopo entra un altro signore per informarla che fuori dal suo negozio c’è una fastidiosa macchia di gelato. Ne nasce un mezzo trambusto e alla fine i tre spingono la donna e scappano con un paio di chili di oro. Refurtiva poi trovata già in serata a casa di due ricettatori milanesi, Claudio ed Ettore Pascucci. Violenza ridotta al minimo anche a Valenza Po il 21 giungo dove due colombiani intercettato un commesso che entra ed esce da un paio di negozi per rifilargli una gomitata e strappargli 15 anelli da mille euro l’uno. Al loro rientro a Milano, questa volta i «sette uomini d’oro» vengono arrestati.
In manette oltre a Valderrama finiscono due colombiani di 27 e 37 anni, accusati anche del colpo a Pavia, altri tre di 26, 28 e 29 anni e una donna di 20. Su di loro sono in corso accertamenti ma dovrebbe trattarsi di sette clandestini. Una banda con base a Milano ma capace di muoversi nell’intero nord Italia, composta in tutto di 12 elementi, cinque ancora di rintracciare.
Valderrama i suoi erano nel mirino della squadra mobile dal 13 maggio dopo il colpo invia Durini ai danni di Maria Rosa Buccellati, 52 anni, moglie di uno degli eredi della storica famiglia di orafi di Mario Buccellati. Sono le 21.30 e la donna sta rientrando in sede a bordo della sua Bmw e si ferma davanti all’ingresso degli uffici in attesa dell’apertura del cancello. In quell’istante vien tamponata da una vettura condotta da una giovane donna che scende confusa profondendosi in mille scuse. E mentre la signora Buccellati dà un’occhiata ai danni, spunta rapido un uomo che apre la porta della macchina e si impossessa del trolley posato sul sedile lato passeggeri. Dentro l’intera collezione di gioielli antichi e pietre preziose, appena ritirata da un’esposizione alla «Permanente» di via Turati. Maria Rosa Buccellati prova a inseguirlo ma il ladro, velocissimo, si infila in una vettura in attesa e sparisce nel traffico.
Subito dopo iniziano le indagini che appunto si accentrano sulla banda di colombiani. Gli investigatori al momento non vogliono spiegare il motivo che li ha portati sulle loro tracce, per non scoprire le carte in loro possesso. Mettono sotto intercettazione i loro telefoni, li pedinano nei loro spostamenti tra Venezia e Torino, li fotografano mentre studiano i colpi. Non riescono a beccarli dopo Pavia, ma comunque recuperano la refurtiva, quindi dopo l’assalto a Valenza scattano le manette per le due rapine. Ora si tratterà di attribuire loro anche quella di via Durini.