La banda vendeva coca ed eroina dietro i guard rail

Cocaina ed eroina era buonissime, i clienti crescevano di giorno in giorno e gli affari andavano a gonfie vele. Troppo per poter passare inosservati, visto che le consegne avvenivano nelle aree di sosta o nelle corsie d’emergenza dell’autostrada. La polizia ha avviato le indagini e, dopo un anno, sgominato una banda italo-marocchina. Scoprendo anche le ragioni di tanto successo: la sostanza era tagliata con il «karkoubi» una nuova sostanza sintetizzata in Marocco, già ribatezzata per il suo bassissimo costo, 30 centesimi a pastiglia, «la droga dei poveri».
La gang aveva adottato una modalità di spaccio abbastanza inedita: fermare l’auto con il cofano alzato lungo la corsia d’emergenza fingendo un guasto e poi scambiare velocemente droga/denaro attraverso il finestrino del veicolo dell’acquirente. La banda era solito muoversi lungo l’Autolaghi, nelle diverse direzioni Milano, Como, Varese e Bergamo. L’attività a lungo andare non poteva non destare sospetti, e sono partite le indagini del commissariato Rho-Pero, diretto dal vice questore aggiunto Angelo Murtas e dall’ispettore Carmine Gallo. Tredici mesi di appostamenti, filmati, intercettazioni, con il solito trucco di fermare clienti o spacciatori nell’ambito di controlli «casuali». Una tecnica che ha permesso di arrestare 8 persone in flagranza, sequestrare 15 chili di stupefacenti, segnalare 40 consumatori al prefetto e sequestrare 50 patenti. Alla fine gli investigatori hanno avuto il quadro completo e fatto scattare le manette. Il capo banda era Abdellatif El Allai, marocchino di 28 anni, sotto di lui altri due connazionali di 27 e 30 anni, e Marco Scomparin, pregiudicato di 39 anni di Rho. L’italiano portava «al lavoro» i marocchini, li riforniva di cibo e bevande, consegnava la droga ad altri pusher. Tra questi Massimo Zanini, attivo a Rho, Marco Cambiaghi, Legnano, e Carlo Longo, Como, fratello di un pregiudicato ucciso il mese scorso in Calabria. Scomparin teneva poi i contatti con il fornitore di marijuana, Luca Marchetti, 42 anni, di Arese, che aveva realizzato in casa una serra. Eroina e cocaina invece arrivavano dai calabresi, ed erano particolarmente ricercate anche perché invece che con il bicarbonato erano tagliate con «karkoubi», sostanza di nuovissima generazione, con effetti simili a massicce dosi di «rivotil», un ansiolitico usato in caso di attacchi di panico e ansia.