Bande in corso Como. "La gente ci aiuti a individuare i violenti"

Aggressioni e furti all'uscita dei locali Appello di Sala: «Segnalate, serve durezza»

La violenza in corso Como si vede. Non si scatena solo a notte fonda, ma un evento palese che accade anche in ore serali come sa bene chi ci vive. «Ricordo un episodio - racconta Andrea, un abitante -. Saranno state le 21. C'era un uomo di colore, un gigante, appoggiato a un lampione. È arrivato un gruppo di ragazzi con dei manganelli. Lo hanno riempito di botte, lasciandolo sanguinante a terra. Quei giovani milanesi si sono procurati giustizia da soli di un fatto evidentemente compiuto ai loro danni». L'iceberg nero, formato da nordafricani, a cui si aggiunge una gang di senegalesi, si muove con una sua logica. Sei persone colpite tra venerdì e sabato scorsi: tre uomini e tre donne.

Ieri lo stesso sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è intervenuto su un bubbone che va curata col bisturi. «Stigmatizzo ogni atto di violenza che accade in corso Como - ha sottolineato il primo cittadino - e rivolgo un invito alla popolazione: chiunque sia in grado di fornire notizie su fatti riprovevoli, dia al Comune una segnalazione precisa, perché queste stato di cose non può continuare. Dobbiamo intervenire con la giusta durezza».

Nel nord di Milano il nord Africa è purulento. I colpiti sono i giovani e lo sono in due sensi. I nordafricani sono autori di uno spaccio di cui i ragazzi sono vittima, essendo gli acquirenti delle sostanze stupefacenti. Non solo. I nordafricani, una quarantina, attendono i ragazzi fuori dalle discoteche per derubarli dei simboli del lusso: orologi di valore, cellulari, portafogli e borse per quanto riguarda le donne. Fino ad ora si tratta di furti veloci, che non fanno vittime per pura fortuna, ma dove la molestia c'è il rischio di incidenti mortali è in agguato. Alcune persone sono finite in ospedale, anche ignari turisti che certo non si fanno una bella opinione su una zona centrale della città. Corso Como è un Bronx confezionato bene, bei negozi e locali in, ma vita oscura, una zona tormentata, là dove si pensa che solo il quieto lusso dello shopping abbia una sua isola di tranquillità.

«Qui si parla di violenza, rapine e spaccio. I luoghi della movida sembrano campi di battaglia. Due ragazzi sono stati pestati all'uscita di una discoteca e sono finiti in ospedale, perché la zona è battuta da rapinatori pericolosi. Situazioni simili si registrano sui Navigli e alla colonne di San Lorenzo. Il Comune non fa niente: i controlli nei locali non si vedono, così come i vigili» commenta Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia.

Recentemente è stato picchiata la guardia di un locale, che si era accorto di due ucraini che stavano rubando superalcolici, ma le vittime più numerose sono le ragazze, prese di mira per le loro borse. Si tratta sempre di giovani dai 20 ai 30 anni, che uscendo tardi la notte vengono accerchiate da gruppetti di ladri, che si muovono sempre a tre-quattro tutti insieme, per essere sicuri di portare a casa il malloppo mirato. Sono una sorta di furti-stipendi: quei 200, 300, 400 euro giornalieri che consentono alla banda in questione di continuare a sopravvivere di giorno, per ricominciare la sera.