Bandiere rosse all'Anci per il diritto a occupare

«Emergenza casa: sanatoria subito» chiedono a gran voce i militanti del centro sociale il Cantiere. Ma per loro «sanatoria» non significa mica chiudere un occhio verso l'affitto arretrato dei poveretti in regola, no. Per loro significa tutelare gli abusivi, lasciarli negli appartamenti che hanno occupato e non disturbarli.
Ieri pomeriggio una cinquantina di manifestanti, tra gli antagonisti del Cantiere e gli inquilini dei vari comitati casa, hanno protestato in piazza Duomo, di fronte alla sede dell'Anci, l'associazione dei Comuni. Il tentativo di irrompere all'interno della sede si è risolto in un blitz mancato: negli uffici sono saliti in cinque rappresentanti del mini corteo e lì sono rimasti per una manciata di minuti.
Non paghi, i militanti hanno puntato dritti dritti a piazza Scala dove si sono riuniti in presidio di fronte a Palazzo Marino: «Vogliamo una moratoria sugli sfratti» hanno urlato. «Il presidio - scrivono i militanti in un volantino - serve anche per sollecitare il sindaco Pisapia a partecipare al tavolo con l'Anci a Roma, in programma il 27 settembre, per la moratoria sugli sfratti. Un incontro ottenuto grazie alla mobilitazione dei movimenti per il diritto all'abitare. Ci auguriamo di incontrare il sindaco a Roma, a Milano non si è mai degnato di incontrare i comitati per un blocco degli sgomberi e una moratoria sugli sfratti». «Il diritto alla casa deve essere garantito» urlano da dietro il megafono.
Dal canto suo l'Anci precisa la propria posizione con una nota ufficiale: «Anci Lombardia ritiene importante sollecitare Parlamento e Governo sul tema della proroga e della moratoria degli sfratti, anche viste le difficili situazioni sociali che si stanno creando nelle nostre città, in particolare in Lombardia dove sono molti i Comuni a alta densità abitativa».
Palazzo Marino intanto annuncia un'operazione di «pulizia» nel sistema dei contributi. «Abbiamo incrociato i dati sugli inquilini Aler con quelli su chi riceve il contributo per il minimo vitale - spiega l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino -. È risultato che i l15% di chi percepisce il contributo è moroso consolidato, e magari indica la necessità di pagare Aler fra le motivazioni della richiesta di contributo: lo ricevono e non pagano Aler». Si tratta, negli accertamenti, di 400 morosi Aler su 3.300 persone che ricevono il sussidio.

Commenti

Giorgio5819

Gio, 26/09/2013 - 12:40

Mandiamo questi parassiti ad okkupare le case in Russia, Ucraina...... vediamo come se li lavorano i loro compagnucci.