Dopo bar e negozi adesso arrivano i «temporary hotel»

Un hotel itinerante, che appare improvvisamente e dopo un po' sparisce. Senza lasciare traccia. Si chiama pop up hotel ed è una formula nuova che, dopo aver debuttato negli Stati Uniti e in moltissimi Paesi europei, potrebbe presto arrivare anche a Milano. L'idea alla base di questo fenomeno è la stessa dei temporary shop, i negozi a «tempo determinato» che aprono e poi vengono chiusi dopo qualche settimana. E che hanno successo soprattutto perché trasformano lo shopping in un vero e proprio evento esclusivo. Gli alberghi «usa e getta» non fanno altro che occupare temporaneamente uno spazio inutilizzato: sono normalmente strutture di piccole dimensioni e super esclusive. Queste, dopo aver accolto i turisti per il tempo stabilito (normalmente qualche mese), chiudono i battenti e si trasferiscono altrove. Normalmente i pop up hotel utilizzano spazi urbani inutilizzati: fabbriche chiuse, uffici dismessi, case private sfitte. Le imprese del settore si stanno guardando intorno, per questo potrebbero arrivare in città in vista di Expo 2015, con un doppio vantaggio: da una parte l'occupazione di spazi destinati all'abbandono, dall'altra la possibilità di accogliere migliaia di persone senza ricorrere alla costruzione di edifici nuovi di zecca. Uno dei primi pop up hotel europei è nato in Germania ed è il modello che più facilmente potrebbe arrivare nel capoluogo lombardo. E' stato battezzato Sleeping Around, e ha avuto moltissimo successo ad Anversa. L'albergo è composto da una serie di container marittimi riciclati e trasformati in stanze dotate di tutti i comfort. La struttura è costituita da quattro stanze più un container bar/ristorante e un altro che ospita una sauna a disposizione degli ospiti. In alternativa c'è la barca apparsa sul tetto della Queen Elizabeth Hall al Soutbank Centre di Londra. Si tratta di una piccola nave all'interno della quale è stato realizzato un mini appartamento dotato di tutte le comodità: dalla biblioteca al balcone con vista sulla metropoli inglese. In vista dell'Esposizione potrebbe facilmente essere trasportata a Milano, per campeggiare su qualche tetto nel centro della città. Un altro esempio molto originale, ed esportabile, si trova a Gent, in Belgio. Vicino alla stazione è stato costruito un container, che si trova sulla sommità di un sistema di ponteggi alto 23 metri. La struttura è opera dell'architetto giapponese Tatzu Nishi, e potrebbe rappresentare una valida alternativa agli alberghi tradizionali. Un po' come il Drop spagnolo: un albergo mobile e completamente ecosostenibile. L'hotel è stato progettato per godere degli scenari naturali: composto da legno modulare ed elementi in acciaio, è rialzato dal terreno per essere più sostenibile dal punto di vista ambientale. Un progetto di questo tipo potrebbe sposarsi bene con l'obiettivo di Expo e al tempo stesso permettere ai visitatori di soggiornare in un parco cittadino. Il conto alla rovescia per il debutto è cominciato. Intanto, proprio in vista di Expo, una struttura sta per essere inaugurata a Lugano. Una prova generale anche per Milano.

Commenti

mariod6

Lun, 21/07/2014 - 06:03

La proprietà dell'albergo però preveda anche un altro container più grande per conservare tutte le scartoffie necessarie all'apertura della struttura e per almeno 20 anni. Altrimenti sono dolori...!!