Barbato fece pedinare un vigile sindacalista I sindacati lo difendono

Ma oggi il capo dei «ghisa» dovrà consegnare una memoria scritta a sindaco e assessore

Luca Fazzo

La sorte di Antonio Barbato, comandante dei vigili urbani, è appesa alla memoria scritta che stamane dovrà consegnare all'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza. È il documento in cui il capo dei «ghisa» dovrà ricostruire i suoi rapporti con Alessandro Fazio, imprenditore privato nel business della sicurezza e l'idea di fargli pedinare un sindacalista scomodo, il cislino Mauro Cobelli. La Rozza leggerà, si farà una sua idea, poi andrà a incontrare il sindaco Beppe Sala. Ed è dal faccia a faccia tra assessore e sindaco che scaturirà, forse già stasera, la decisione sul futuro di Barbato.

Difficile fare previsioni. Fino a sabato sera appariva inevitabile che il rapporto di fiducia tra il comandante della polizia locale e la giunta venisse considerato chiuso. Anche in assenza di provvedimenti dell'autorità giudiziaria (che non ha nemmeno ritenuto di trasmettere al sindaco il contenuto delle carte su Barbato) quanto emerso sui giornali e confermato dalle stesse ammissioni di Barbato, appariva sufficiente a rimuoverlo dall'incarico. Ad apparire inaccettabili non erano tanto i rapporti con Fazio che all'epoca dei fatti era un imprenditore noto e senza ombre (al punto di avere in appalto parte della sicurezza del Palazzo di giustizia) quanto la pensata di far pedinare Cobelli. La pensata, come noto, rimase solo una pensata. Ma suonava significativa di una modalità di rapporto col personale lontana dagli standard richiesti a un dirigente pubblico.

Ieri, però, a modificare radicalmente il quadro arriva un fatto nuovo: la difesa a spada tratta di Barbato da parte di quasi tutte le sigle sindacali dei vigili. Ci si aspettava che la semplice idea di far pedinare un sindacalista facesse indignare i sindacalisti stessi e invece da tutte le sigle sindacali del Comune arriva una posizione garantista nei confronti del «capo». Dal Sulpm alla Cgil, si chiede che Barbato rimanga al suo posto. Nemmeno la Cisl, il sindacato di Cobelli, chiede la testa del comandante.

Perché i sindacati difendono Barbato? Forse perché comunque è un comandante che viene dai ranghi interni della polizia locale e che è arrivato ai vertici del corpo facendo carriera proprio nel sindacato. Ma conta anche il fatto che dietro l'idea di far pedinare Cobelli ci fosse un problema, l'utilizzo disinvolto dei permessi sindacali, ben conosciuto dagli altri delegati dei vigili. Il «caso Cobelli» è noto da tempo, ha provocato malumori e brontolii tra la base. E che alla fine a rimetterci il posto dovesse essere Barbato è parso paradossale.

Ieri mattina, quando legge le dichiarazioni dei sindacalisti, la Rozza viene presa in contropiede. Certo, in consiglio comunale c'è chi - a destra e a sinistra - chiede il licenziamento del comandante e Sala non può fare finta di niente. Ma i giochi sono tutti aperti.