Al «Barrio's» i corsi per costruire il futuro

La pratica val più della grammatica, la bottega - intesa nell'antico senso d'officina formante - più della scuola. «Da bimbo avevo la passione per il legno, come mio nonno, ma non ho mai pensato che potesse diventare un lavoro, così mi sono dato all'informatica. Poi ho conosciuto il progetto «Quattro vie» attraverso un corso di falegnameria. Voglio continuare e specializzarmi in intarsio ed intaglio. E' arduo trovare la strada della vita, ma credo sia tempo per noi ragazzi di rischiare fino a imboccarla senza paura». E' la storia di Enrico Boccalli, uno dei giovani corsisti di «Quattro vie», iniziativa presentata ieri al «Barrio's» alla Barona anche dall'assessore alle Politiche per il lavoro, Cristina Tajani, e dal presidente del Consiglio di Zona 6 Gabriele Rabaiotti.
Grazie a «Quattro vie» venticinque ragazzi hanno già trovato un'occupazione. «I giovani sono una fonte di energia» ha detto don Gino Rigoldi, presidente di Comunità nuova onlus, ma non sanno come indirizzarla, inquinati da pregiudizi sociali che preferiscono un informatico scontento a un valido falegname, elettricista, idraulico. Al «Barrio's», segnato da graffiti come un arlecchino cosmopolita, frequentato da 60 mila persone all'anno, tanto da diventare caro al Presidente Matteo Renzi, il progetto, promosso dall'associazione Amici di Edoardo di Rosella Milesi, si è raccontato. S'articola in quattro direzioni. «Con il primo programma «Educativa di strada» recuperiamo ragazzi che si sono perduti - ha spiegato la Milesi -. Vengono indirizzati verso due corsi: «Arti&Mestieri» e «Startimpresa», per arrivare alla quarta evoluzione, l'individuazione di tutor capaci di seguire un nuovo imprenditore fino all'apertura di un'azienda».
D'imminente nascita nella Zona 6 un'impresa di apparacchiature elettromeccaniche, un negozio di fitofarmaci, un altro di prodotti e servizi di agronomia. I corsisti sono educati da professionisti e imprenditori volontari, supportati dall'associazione Quartieri tranquilli di Lina Sotis. «Rosella e io siamo due donne del centro storico che vogliono rianimare le zone periferiche - ha commentato la Sotis -. Bella la storia di Enrico. S'addice al mio intento: rilanciare l'appellativo «Maestro», marchio brevettato e riservato a pochi. Dobbiamo ritornare a dire «Maestro falegname» per far capire che il futuro è nelle mani di questi grandi mestieri». La sezione «Startimpresa» è seguita dall'ingegner Bruno Giglio. «Le quattro ore di lezione serali, dalle 19 alle 23, sono inframmezzate da una cena, in cui ognuno si porta la sua «schiscetta». Ci sono impreditori cinquatenni, falliti per la crisi, che vogliono rinascere. Il dialogo con i ragazzi è un mix esplosivo» ha detto Giglio. Tutto è gratuito. Ci sono anche borse di studio che incentivano gli intraprendenti.