Battesimo da incubo: proteste, cortei e scioperi

Dieci giorni da incubo. Dieci giorni in cui tutti cercheranno di piazzarsi sotto i riflettori dell'Expo. Per mettersi in evidenza, mostrare i muscoli e sfruttare una ribalta mediatica irripetibile. Studenti, sindacati, centri sociali, lavoratori, collettivi antifascisti. Su internet e nei movimenti è tutto un fiorire di appelli alla protesta. Si parte nel week end. Con un 25 aprile fuori dall'ordinario, il 70° anniversario della Liberazione. E da Palazzo Marino già mettono le mani avanti: «Chiunque pensa di infangare anche un solo momento di quelli in ricordo dei 70 anni della Liberazione si mette contro ogni possibilità di democrazia e di dialogo» ha detto il vicesindaco Lucia De Cesaris. Il timore di tutti, vicesindaco compresa, è che il corteo del 25 aprile diventi l'ennesimo festival dell'intolleranza e della contestazione gratuita. Sorvegliata speciale: la Brigata Ebraica che sfilerà «scortata» dal Pd e - si è saputo ieri - anche da una delegazione di Forza Italia guidata dal coordinatore milanese Giulio Gallera.

Il 29 altro giorno critico e altro anniversario, quello della morte di Sergio Ramelli, lo studente ucciso a 18 anni da un commando di ultrasinistra. Il caso divide ancora, a 40 anni di distanza, chi ha fatto della vicenda un simbolo politico. E le commemorazioni, soprattutto quelle più politiche, rischiano di calamitare nuove tensioni. Non passerà neanche un giorno e il 30 aprile inizierà una mobilitazione di movimenti e collettivi. La paura è che la scuola sia usata come pretesto per mettere a fuoco e fuoco le strade. Esagerazioni? No, semplice constatazione di quanto accaduto solo pochi mesi fa, e che si ripete ogni anno. Vedremo che forme assumerà la protesta. «Per noi la data del 30 aprile - si legge on line in un documento di cosiddetti Studenti contro Expo” - è una data fondamentale che si inserirà nei 3 giorni di mobilitazione NoExpo dove tutti gli studenti e le studentesse, i collettivi e le realtà politiche nazionali ed internazionali porteranno le proprie esperienze di lotta rivendicando la possibilità di un mondo diverso e di una vita degna di essere vissuta». Insomma, un altro mondo è possibile e lo dimostreranno a Milano. Andrà tutto liscio?

Il 1° maggio è il giorno della «May day parade» e - se va bene - il centro si riempirà di graffiti e scritte su vetrine, banche e negozi. Il 5 aprile, infine, sarà sciopero nel mondo della scuola, contro la «riforma» del governo. Proclamato dai sindacati, garanzia che non dovrebbero esserci disordini - eventualmente solo disagi. Ma spesso anche le sigle ufficiali, serie e democratiche, non sono in grado di prevedere cosa faranno i «cani sciolti» della piazza. Oggi in prefettura il ministro dell'Interno partecipa a un comitato per l'ordine e la sicurezza dedicato a Expo. Il Comune, il sindaco l'ha ripetuto anche ieri, ha siglato un accordo con i sindacati in base al quale, grazie anche a risorse e per il periodo di Expo «non dovrebbero esserci scioperi». «Contiamo di evitare agitazioni» ha detto Pisapia. Fiducia o illusione?