Bazar utilizzati come banche: 24 maghrebini finiscono in cella

Un metro di stoffa, nelle telefonate intercettate, erano centomila euro e i due bazar in cui i 24 spacciatori arrestati dai carabinieri di Rho e Pero riciclavano in denaro sporco funzionavano né più né meno come filiali di banca: a richiesta fornivano anche prestiti per poter alimentare il traffico di cocaina e di hashish. Solo un tasso un poco elevato, dal momento che i gestori dei due negozi trattenevano, per i loro servigi un 20 per cento sul denaro depositato e il giro d'affari è stato stimato per difetto di un milione di euro al mese.
Tutto è nato dall'operazione «Piazza Bianca» così chiamata perché ha permesso di sgominare un gruppo, per lo più di marocchini, che gestiva lo spaccio di cocaina e hashish in piazza Cinque Giornate a Pero. Le indagini avevano avuto inizio nei primi mesi dell'anno e si erano concluse con l'arresto in flagranza di 18 persone, il recupero di oltre 16 chilogrammi di droga e il sequestro di cifre ingenti di denaro.
Restava da capire che fine facesse il denaro ricavato dallo spaccio e, comparando i contatti telefonici degli arrestati, i militari hanno scoperto che in buona parte le telefonate erano con due bazar: gli Atlas Bazar in via Isimbardi, a Milano, e uno a Rozzano, nell'hinterland, che facevano capo alle stesse persone.
Pedinamenti, intercettazioni telefoniche e filmati hanno documentato come quello nel capoluogo lombardo fosse la «centrale» del riciclaggio. Lo spacciatore depositava le somme e il negozio funzionava come un money transfer: quando il denaro era depositato, partiva una telefonata in Marocco in cui si dicevano che erano in arrivo «metri di stoffa», e un metro erano centomila euro. I soldi, nel Paese mediorientale, erano consegnati da corrispondenti ai parenti dello spacciatore.
Oppure il bazar funzionava da banca, con tanto di conti correnti di cui il gestore teneva la contabilità e della quale sono stati trovati i libri mastri. Così, prima che fuggissero, sono stati fermati altri sei, tra cui una donna, marocchina.