La beffa dei referendum «Ci mancano i moduli»

«Questa mattina alle 10 mi sono recato al Comune di Milano in via Larga 12 per firmare i referendum proposti dai radicali. Eravamo circa trenta persone, ma a un certo punto sono mancati i moduli per la seconda serie di firme, quelli per l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e del reato di clandestinità. Non è che al Comune di Milano questi referendum non siano ben visti?». Quella del signor Silvano Aliprandi è solo una delle tante mail, lettere e telefonate che da alcuni giorni stanno arrivando alla redazione del Giornale per segnalare la difficoltà di sottoscrivere i dodici quesiti referendari proposti dai Radicali su temi diversi che vanno dalla riforma della giustizia a partire dalla responsabilità civile dei magistrati e per la separazione delle loro carriere, alle norme sull'immigrazione, le droghe, l'abolizione dell'ergastolo e i soldi da dare ai partiti. C'è poi quello sul divorzio veloce che ha dato l'occasione per una felice battuta al presidente dei Radicali Silvio Viale che ieri ha rilanciato anche a Torino la campagna. «A chi dice che questi referendum aiutano Berlusconi nella sua vicenda giudiziaria - ha risposto ai giornalisti - dico solo che se c'è uno tra questi dodici referendum che crediamo possa aiutarlo è solo quello sul divorzio veloce».
Ma quello delle difficoltà per firmare è un problema che non riguarda solo Milano, come si scopre dalla segnalazione del lettore Enrico Crotta. «Mi sono recato oggi alle 11,30 al Comune di Sesto san Giovanni dove risiedo per votare i referendum del Partito Radicale. Mi comunicano che sono sprovvisti ai moduli che riguardano la giustizia. Di fronte alla mia perplessità si avvicina la capo sala e mi comunica che la colpa è del governo che non manda i moduli (?). Democraticamente mi comunica il numero di telefono per chiamare e verificare che i moduli siano arrivati. L'opera di non collaborazione continua». Molto contrariato anche Oreste Attilio Falcone, settantacinquenne che con moglie e bastone era arrivato fino in Comune convinto di poter firmare. Ma non è stato possibile.
E se in due Comuni dalla proverbiale efficienza come Milano e Sesto san Giovanni ci sono queste difficoltà, sarà facile immaginare quali e quanti ostacoli troveranno i cittadini nella stragrande maggioranza delle 8mila sedi municipali in cui è (o almeno dovrebbe essere possibile) partecipare alla raccolta. Proprio per questo il coordinatore regionale vicario del Pdl Mariella Bocciardo annuncia una serie di iniziative organizzate dal partito per facilitare il raggiungimento del numero di firme necessarie. «Abbiamo inviato una comunicazione a tutti i coordinatori provinciali - spiega Bocciardo - per invitarli a promuovere una campagna di gazebo in questo fine settimana e nel successivo. Ma abbiamo anche preparato un manifesto per far conoscere meglio i temi su cui i cittadini si possono esprimere e che abbia a fianco il simbolo del Pdl». Nella bozza si legge «Una firma giusta, giustizia giusta. Referendum 2013 per la riforma della giustizia». Già pronta anche la lista dei gazebo del Pdl che si apre con quello di piazza Cordusio domani dalle 14 alle 18, mentre sabato apertura straordinaria della sede di viale Monza.