Il bello delle donne nei ritratti di Sergio Turle

Ha trovato la propria strada nelle accensioni coloristiche e negli splendidi giochi cromatici che la tecnica pittorica che solo l'istinto innato di un creativo di un vero artista può raggiungere. Sergio Turle, cremonese di nascita ma di adozione meneghina e dotato di un talento naturale perfezionato attraverso lo studio in importanti scuole artistiche, come ad esempio quella di Cassano D'Adda e i grandi Maestri di Brera, ha ricevuto molti riconoscimenti proprio per la tecnica, frutto di una ricerca che è colmata nel dipinto devozionale realizzato per Vignate, collocato nella piazza principale del Comune a pochissimi chilometri da Milano.

La sua opera, come possiamo vedere nella mostra che si è aperta ieri allo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2 per merito dell'assessore alla Cultura della Provincia Maerna e dell'Associazione ACADA e Arkys-rete di idee, dal titolo , è caratterizzata dalla presenza delle foglie, un tema ricorrente nell'opera di Turle.

Fino al 7 settembre si potranno ammirare 14 dipinti che raffigurano visi di donne colti ciascuna nel proprio particolare splendore espressivo. La mostra (ingresso libero) a cura di Dario Lodi e Giovanna Sessa, è stata pensata come filo rosso di un percorso del nostro artista dotato di una notevole sensibilità e spontaneità, in modo da consentire la rappresentazione della bellezza evidente, così come essa appare e anche quella sottotraccia, tipica dell'universo femminile, attorno alla quale ruota l'intero mondo. L'artista vuole dare emozioni e per questo rafforza i suoi soggetti dotandoli anche di quegli elementi naturali come appunto, la foglia, che troviamo in ogni quadro. Sergio Toulè è considerato. Come sottolinea Dario Lodi, uno dei curatori della mostra che la sua pittura chiara, splendente e solare, dichiaratamente figurativa è un'ammissione schietta di chi non si vergogna a muovere la sua ricerca sulla storia delle immagini. «... Immagini che risultano continuamenti piacevoli e non lontane da espressioni profonde che molta parte dell'arte moderna dichiara di raggiungere con segni semplicistici. Turle non vuole in fondo, che consentire una fruizione artistica a favore dello sguardo. Poi ciascuno approfondisca. E lo farà, dopo l'ammirazione del suo dipingere». Questi ritratti fanno sognare, ogni volto di donna porta o nei capelli o appoggiata in una parte del volto un fiore, una rosa ad esempio o una foglia. Un'occasione, precisa Umberto Maerna vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia per coronare così quest'ultima estate in previsione del nuovo organismo istituzionale che andrà a sostituire lo storico ente. Dopo «Le radici dell'anima» e «Impronte sfiorate» è ora la volta di un omaggio alla figura femminile.