"Al Piccolo come nuovi eredi della scuola De Filippo"

In scena in "Questi fantasmi" Carolina Rosi, vedova di Luca: "Portiamo avanti il suo stile"

«Da quando è mancato Luca stiamo tentando di andare avanti, non solo per aprire i sipari sulle commedie di Eduardo. Consapevole come sono di non essere nessuno, se non la portavoce di un modo di fare che era quello di Luca, voglio portare avanti uno stile. Con Gianfelice Imparato che ha preso il posto di Luca, e la nostra compagnia, abbiamo finito la tournée con l'ultima regia di Luca, Non ti pago. E il Piccolo, che ci ha scelto, è come avesse fatto sapere a tutti che qui vive lo spirito originario. Ora siamo a Milano con una delle commedie più belle di Eduardo, che ho affidato al regista Marco Tullio Giordana». Carolina Rosi, compagna dello scomparso figlio di Eduardo, Luca De Filippo, e a sua volta figlia del regista Francesco Rosi (le grandi famiglie artistiche lasciano l'eredità più vera: il mestiere, la passione per lo spettacolo), parla di Questi fantasmi, in scena al Piccolo Teatro Strehler fino al 22 aprile.

Rosi è la direttrice artistica della Compagnia e nello spettacolo interpreta Maria, la donna contesa da due uomini. «A capo della Compagnia ho fatto anche scelte imprenditoriali meno prudenti di quelle di Luca. Abbiamo prodotto spettacoli di altri autori, come Martone e Moscato. Tentiamo di dare una mano a chi ha difficoltà a essere rappresentato. In scena sono la moglie del protagonista, donna che ha una relazione extraconiugale. Cosa da scandalo, all'epoca: la commedia è del 1945, debuttò nel 1946. Ha avuto grande successo, ma non è ancora sfruttata fino in fondo. La gente ricorda il film, con Gassman e la Loren, o il precedente con Rascel. Ricorda che c'è un luogo, una vecchia casa, abitata dagli spiriti, o forse no, forse sono soltanto umanissime macchinazioni».

Il regista Giordana ha sottolineato, in più interviste, che la commedia è molto attuale. E Carolina Rosi ci spiega che cosa significa. «Giordana non ha sovraesposto la0 commedia con sue letture sceniche. Non parla di questa attualità. Ha però tentato di cogliere una vena più amara, già insita nel testo. Ha modernizzato la figura femminile; nella commedia originale era quasi una tinta, come si dice in gergo, non di più. Invece Maria risalta, è una figura combattuta tra due uomini che alla fine sceglie la propria indipendenza, andandosene, amareggiata e delusa. Il marito è un uomo avido, crede che i rapporti umani siano legati solo a un aspetto economico. E si corrompe, accetta la presenza di un amante della moglie perché gli fa comodo». Con Rosi e Imparato, altri otto attori danno vita ai tre atti della commedia. Il primo spettacolo prodotto dalla Compagnia dopo la scomparsa del fondatore è, fino nei dettagli, nel solco dell'attento lavoro che Luca fece con i capolavori del grande Eduardo. «Siamo orgogliosi della nostra storia e felici per come è stata sviluppata da Marco Tullio Giordana. E non sto a dirvi la contentezza di essere in scena al Piccolo, tra i teatri più noti d'Europa, dove fin dalla fondazione si fa un prezioso lavoro di ricerca che porta al pubblico il meglio».