Berlusconi, Ranieri e Squinzi lo sport come piaceva a Brera

Lunedì al Dal Verme sfilano i protagonisti del 2016 Leicester e Milanello, ma anche il judo d'oro a Rio

Antonio Ruzzo

Sportivi nel segno di Gianni Brera. Sedici anni di grandi nomi, di premi consegnati e ritirati nello spirito e secondo l'insegnamento di quel grande scrittore del nostro tempo che fu «Giuanfucarlo». Un premio affinché negli anni non si perdano esempio e ispirazione. Per questo motivo, a partire dal 2001, ogni anno il Circolo Culturale «I Navigli» attribuisce Trofeo e Riconoscimenti speciali ad atleti e uomini di sport che si sono distinti sia per i risultati ottenuti sul campo, con particolare attenzione al modo con cui hanno affrontato le loro sfide, sia per il loro contributo alla promozione di una immagine dello Sport scritto con la esse maiuscola. E lunedi 23 sul palco dello storico Teatro Dal Verme a partire dalle 18.10 la tradizione continua varcando anche i confini del nostro Paese, assumendo una dimensione internazionale e andando a premiare chi si è distinto in Europa e nel mondo tenendo alta la bandiera dell'Italia.

«La sedicesima edizione- annunciano gli organizzatori- sarà infatti ricca di personaggi carismatici e di storie di sport affascinanti nel segno e nella continuità di una cultura dello sport che è quella che Brera ha sempre raccontato» Tra premiati, in una serata che sarà presentata dal giornalista Mediaset Mino Taveri, ci saranno Silvio Berlusconi, presidente del Milan per un'avventura rossonera ricca di successi che in trent'anni ha cambiato la storia del calcio mondiale. Claudio Ranieri, allenatore del Leicester campione d'Inghilterra con una stagione che ha sovvertito ogni pronostico e fatto sognare una città intera. Giorgio Squinzi, presidente del Sassuolo squadra rivelazione ma anche esempio di come un progetto italiano possa diventare una realtà che guarda avanti nel tempo. Fabio Basile, oro nel judo alle Olimpiadi di Rio, Francesca Porcellato, plurimedagliata atleta paralimpica, i fratelli Dematteis, campioni di corsa in montagna, Federico Arnaboldi, promessa del tennis italiano, Elisa Balsamo, campionessa mondiale di ciclismo juniores, i rappresentanti dell'Hockey Lodi e della Nazionale italiana femminile di pallanuoto (argento alle Olimpiadi di Rio), Daniela Giuffrè e Antonio Scuglia, autori del libro «Game Over». Il Circolo Culturale «I Navigli» dal 1999 ripropone un premio come il Brera. E chi è passato da queste parti è perché ha lasciato un segno, ha fatto qualcosa di importante. Perché quella di Gianni Brera è una storia che non finisce più. Basta leggerlo (e rileggerlo) per rendersene conto. Ha lasciato in eredità articoli memorabili e la sua è stata una scrittura che ha raccontato lo sport come dovrebbe essere, come uno se lo immagina, inventandosi parole nuove, adattando alla poesia di un gesto quella di un racconto che è poi diventato storia della letteratura. Con lui gli italiani hanno imparato a conoscere parole come melina, contropiede, libero, atipico, pretattica. Sudore, fatica, gambe e cuore erano aggettivi che nei suoi racconti di futbol non mancavano mai e che bisognava mettere sul campo. E infatti più Riva che Rivera, più Bearzot che Sacchi, più mediani che mezzeali. Brera sapeva cogliere magia ed essenza dello sport. E una volta l'anno è utile ricordarlo.