Tra Bertolucci, Woody Allen e Fritz Lang i film d'autore al Museo del cinema

Oggi il francese «Benvenuti ma non troppo», sguardo ironico sull'ospitalità

Film di ieri e film di oggi. Insomma, vediamoli o ri-vediamoli. L'estate è sempre un momento in cui appare più facile «recuperare» titoli recenti e lontani, persi o forse dimenticati. Uno dei luoghi cittadini in cui è possibile colmare eventuali lacune o immergersi nel fascino dei fotogrammi del passato è il Museo interattivo del cinema alla Manifattura Tabacchi in viale Fulvio Testi 121. Sala rigorosamente al chiuso, aria condizionata e nessun assalto delle temutissime zanzare.

Nel pomeriggio di oggi il binomio passato-presente si sintetizza in due titoli di grande appeal ma diversa provenienza e impostazione. Alle 18 un capolavoro degli anni Settanta, C'eravamo tanto amati di Ettore Scola, recentemente scomparso. La scelta è, a suo modo, un tributo a un autore di grande prestigio e a un film che ha consacrato Stefania Sandrelli, femme fatale accanto a Nino Manfredi e Vittorio Gassman. Una pellicola italiana che ha fatto storia ed è rimasta immortalata attraverso immagini e manifesti che sono diventati pezzi pregiati per i collezionisti.

Balzo nel nuovo millennio nel giro di sole tre ore perché, alle 21, è in programma Benvenuti ma non troppo di Alexandra Leclère, una divertente commedia francese di gusto raffinato e comicità sorprendente che immagina una comitiva di senzatetto, forzatamente ospitati per legge in un elegante stabile d'epoca, all'interno dei curati salotti di inquilini ai limiti dello snobismo. In tempi di discussa tolleranza - razziale e non solo - il film spinge a pensare cosa accadrebbe se vedessimo in casa nostra la tenda canadese di uno sconosciuto. Il tutto sul filo di un'ironia scanzonata e intelligente.

Stesso binomio domani. Nel tardo pomeriggio viene rispolverato un capolavoro del passato, Furia di Fritz Lang, passato alla storia del cinema per Metropolis. Il film è interpretato da un giovane Spencer Tracy rimasto nella memoria del pubblico per il suo ruolo in Indovina chi viene a cena. Alle 21 una star della regia che ha attraversato l'ultimo mezzo secolo del cinema a stelle e strisce. Di Woody Allen viene proposto il recentissimo Irrational man in cui l'autore si sofferma sull'incrocio fra il destino e la morte, temi carissimi al regista di Manhattan che in quest'opera li affronta in maniera singolare.

Dopodomani spazio a due titoli dell'altroieri. Alle 18 un altro pezzo della filmografia di Fritz Lang con Il grande caldo (1953), una sorta di giallo d'investigazione d'antan. Alle 21 un capolavoro del cinema italiano del 1970 con Il conformista di Bernardo Bertolucci che ha rappresentato uno dei momenti più alti della sua produzione. Ancora la Sandrelli in primo piano accanto a un volto inconfondibile del cinema d'autore con passaporto francese, quel Jean Louis Trintignant, di casa sui set del Belpaese, cui è rimasto legato.