Besostri e Maltese a sinistra provano lo sgambetto a Sala

L'avvocato e il giornalista scendono in campo Lista al bivio fra politica e referendum civici

Alberto GiannoniCurzio Maltese e Felice Besostri. Al ruolo di anti-Sala si candidano in due ma le prospettive non potrebbero essere più distanti. Così «Milano in Comune» scopre di avere (almeno) due anime e teme già che possano dividersi. La sigla, intanto, sta a indicare quell'area di sinistra che, nelle scorse settimane, non ha partecipato alla gara delle primarie emegonizzate dal Pd, scartando fin dall'inizio la possibilità di sostenerne il vincitore, quale che fosse. A oggi ha registrato due «disponibilità». La prima candidatura ufficiale, in ordine di tempo, è stata quella di Besostri. L'avvocato (noto per aver promosso il ricorso contro la legge elettorale «Italicum») ha risposto all'appello di ambienti laici e della «sinistra socialista». Lo stesso Besostri ha spiegato che il suo nome «rappresenta anche «una risposta» all'ipotesi di una candidatura di Maltese. Il giorno dopo, infatti, l'«Altra Europa con Tsipras» ha comunicato ufficialmente di aver chiesto un impegno diretto al suo eurodeputato, che si è reso disponibile. La lista Tsipras, che alle Europee aveva messo insieme tutto il mondo della sinistra arcobaleno, ha spiegato che il sogno della «Milano arancione» è ancora vivo.Già si capisce che il cantiere della sinistra si sta rivelato più articolato e difficile del previsto. E oggi la stessa possibilità di definirlo è diventata un problema. Ne fanno parte infatti ex Pd, Sinistra italiana, socialisti, comunisti ambientalisti, ex grillini, radicali e referendari. E ogni gruppo ha una sua prospettiva. Le componenti partitiche del cantiere hanno in testa un'operazione politica. I civatiani sono impegnati a presidiare un'area di che ritengono abbandonata dal Pd. E sognano di fare lo sgambetto a Matteo Renzi. Comunisti e compagni cercano l'ennesima operazione politica di ricostruzione della sinistra «arcobaleno». Ma il fatto che «Milano in Comune» si vada configurando come la lista della sinistra-sinistra, o della sinistra «non Pd», o «anti-Pd», scoraggia non poco le componenti laiche, che vorrebbero mettere in piedi una formazione civico-municipale. I socialisti di Roberto Biscardini tengono molto a questa impostazione, basata tutta sul programma e indifferente al tema dell'identità politico-ideologica. Anche i Radicali guidati da Marco Cappato, alla vigilia di un incontro con Giuliano Pisapia, puntano tutto sui contenuti e in particolare su una nuova campagna referendaria (d'altra parte proprio dal mancato rispetto dei referendum del 2011 hanno dedotto che fosse impossibile continuare a lavorare con la attuale maggioranza). I Radicali hanno preso atto di questa insanabile differenza e si stanno lanciando nella nuova campagna referendaria, da sottoporre a tutti i candidati (i quesiti milanesi, fermi in Comune da mesi, potrebbero essere votati col referendum costituzionale). I socialisti non disperano e chiedono di discutere per tornare a una candidatura unitaria, che potrebbe anche essere quella di Maltese, «purché sia lui che si rende disponibile a rappresentare un progetto di una lista civica municipale» avverte Biscardini. Niente girotondi insomma.