La big band di Tomelleri al Castello

Una serata sulla storia del jazz con un repertorio di brani celebri

LaVerdi conclude la Stagione Estiva 2019 con l'ultimo dei suoi quattro appuntamenti di Estate Sforzesca la rassegna organizzata dal Comune di Milano sul palco nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco per i milanesi e i turisti in città. Il concerto di stasera (ore 21) è una serata all'insegna del jazz con la Tomelleri Big Jazz Band, la formazione guidata dal polistrumentista Paolo Tomelleri, una delle figure più rappresentative del jazz italiano che ha spesso collaborato anche con laVerdi. La sua proposta è un viaggio nell'età d'oro del jazz, quello delle grandi orchestre e dello swing con la tipica atmosfera live che unisce e reinterpreta volta per volta il classico e l'improvvisato tipico del Jazz. Nella classica formazione della Big Band, capace di suscitare in chi ascolta grande coinvolgimento e forti emozioni, Paolo Tomelleri ripropone gli arrangiamenti originali del repertorio delle più grandi orchestre di tutti i tempi, con i loro brani più famosi, da Glenn Miller a Benny Goodmnan, da Count Basie a Duke Ellington. Accanto a Paolo Tomelleri, sul palco del Castello, anche i 19 componenti della sua Big Band in cui spiccano solisti come Emilio Soana alla tromba, Marco Mistrangelo al contrabbasso, Tony Arco alla batteria, Fabrizio Bernasconi al pianoforte e la splendida voce di Celeste Castelnuovo. Il musicista vicentino, e milanese d'adozione da oltre quarant'anni sulla scena nazionale e internazionale, oltre a illustrare la genesi dei vari brani in programma, si regala generosamente al pubblico anche nella sua veste di clarinettista e polistrumentista, per una serata all'insegna della grande musica jazz e dello swing. Tomelleri è un musicista polistrumentista nato nel 1938 a Vicenza in una famiglia dove si respirava musica classica e dopo aver studiato clarinetto al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel 1957 entra da subito a far parte della famiglia dei musicisti di jazz unendosi nel 1956 ai Windy City Stompers per cominciare una carriera lunghissima, piena di collaborazioni ad alto livello che lo hanno portato attraverso il jazz, la musica classica e la musica leggera italiana a collaborazione con Lino Patruno, Giorgio Gaber e Enzo Jannacci. Nel 1960 si liberò del clarinetto, vendendolo ed entrando a far parte di gruppi rock come sassofonista con Giorgio Gaber e Adriano Celentano occupandosi inoltre di arrangiamenti e orchestrazioni.