"Big bang" al centro Ipotesi polo Maroni

Fra i Popolari uno soltanto sceglie il Pd. Gli altri verso il cartello di centrodestra

La campagna elettorale è iniziata, partono le operazioni politiche. Gran fermento al centro, anche per il divorzio in casa «Alternativa popolare». Nel partito di Angelino Alfano, ben rappresentato in Regione, la separazione è consensuale: qualcuno vuole allearsi col Pd, altri hanno scelto il centrodestra. Nella costola locale, «Lombardia popolare» solo il capogruppo Angelo Capelli ha scelto Matteo Renzi e con lui Giorgio Gori: Capelli è stato nominato coordinatore e in Regione andrà nel gruppo misto o in un nuovo gruppo. Il resto di «Lombardia popolare» formerà invece un nuovo soggetto del centrodestra, il «quarto petalo», «Noi con l'Italia», coordinato in Lombardia da Alessandro Colucci: «Molte altre realtà regionali hanno seguito il progetto guidato da Maurizio Lupi - spiega - un progetto aperto e alternativo al Pd. In Lombardia è già confermato il sostegno a Roberto Maroni». Con Lupi anche il senatore Roberto Formigoni, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo e gli assessori Mauro Parolini e Luca Del Gobbo, coordinatore milanese, che elenca i provvedimenti qualificanti la legislatura e il rapporto fra i popolari e il governatore: «Sanità imprese, innovazione, fattore famiglia, cooperazione, casa, Nasko. Siamo stati protagonisti e Maroni garante. La linea e sul piano nazionale conferma le nostre scelte, con Fi interlocutore privilegiato». Maroni ha dato il via libera a un assetto che al voto confermi la maggioranza attuale. L'idea dei popolari è un polo elettorale che comprenda «Noi con l'Italia», Lista Maroni ed eventualmente «Energie per l'Italia» di Stefano Parisi. Solo un'ipotesi al momento, visto che secondo i rumors interni al Pirellone la Lista-Maroni intende ripresentarsi coi suoi consiglieri e vorrebbe essere integrata da candidati di forze moderate ma i civici potrebbero essere schiacciati nelle preferenze. Nulla è certo.

Entra in «Noi con l'Italia» il presidente di Zona 5 Alessandro Bramati: «Aderisco al progetto, al fianco di Lupi, Del Gobbo e Colucci». E parla di «soggetto alternativo al Pd». Aderisce anche il sindaco di Magenta Chiara Calati, mentre qualche perplessità si registra a Milano. Il consigliere comunale Matteo Forte, unico eletto a Palazzo Marino, per ora non cambia il nome del gruppo. E l'assessore municipale Deborah Giovanati spiega: «Io credo ancora che sia bisogno di una forza politica che rappresenti tutte queste anime nel centrodestra, che con Forza Italia possa rappresentare il Ppe in Italia. Desidero un progetto a lungo termine e non solo in vista delle elezioni. Per questo non ho ancora deciso». Entrambi hanno firmato un appello per un partito liberal popolare. Con loro anche il presidente del Consiglio municipale 4 Oscar Strano, eletto con la lista Parisi e ora scettico: «Chi come me si dice e si sente liberale - dice - o guarda a Berlusconi o prova a curiosare nei movimenti minori, ma un movimento non lo si improvvisa a 2 mesi dalle elezioni, soprattutto se non si è radicato». E a Forza Italia aderisce l'ex vice coordinatore milanese di Ncd Federico Illuzzi: «Oggi - dice -è il partito che parla alla maggioranza degli italiani e non solo un insieme di partitini».