Biglietti in base al reddito sì con riserva dei sindacati: «Prima servono le risorse»

La commissione Territorio: per far funzionare i treni necessari 150 milioni di euro

Va bene l'idea dei biglietti del treno meno cari per chi guadagna meno. A patto però che si aumenti il numero e la qualità dei convogli. I sindacati mostrano apertura verso la proposta dell'assessore lombardo ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, di legare le tariffe al reddito dei viaggiatori. Ma mettono i puntini sulle "i" e impongono precisi paletti. «La proposta di Cattaneo è sicuramente positiva - commenta Roberto Monticelli (Uil) - perché fa fronte ai problemi di chi ha un reddito basso. Ma se non arriveranno anche i mezzi promessi, allora dovremo fare i conti con una situazione doppiamente aggravata. E in questo caso non si potrà più replicare un inverno dei trasporti tranquillo come quello scorso. Tuttavia speriamo siano mantenute le dichiarazioni di intenti». Aperturista anche la Cgil. Nino Cortorillo, responsabile trasporti del sindacato, chiede però di pensare prima di tutto a come aumentare i servizi del trasporto pubblico. E appoggia l'idea, emersa venerdì scorso durante l'incontro tra l'assessore Cattaneo e i sindacati, della creazione di un tavolo per un patto mobilità in Lombardia. «Noi siamo pronti a fare la nostra parte - spiega -. È nell'interesse di tutti avere servizi migliori. Solo dopo si può parlare di tariffe. Uno dei primi passi da fare è l'integrazione tariffaria».
Più critico Dario Balotta, segretario Cisl Lombardia: «Una riflessione sulle tariffe è sicuramente necessaria ma non si può mica andare a pagare il biglietto con il modello 730 - fa notare -. Bisogna prima accertarsi che tutti dichiarino tutto». La vera rivoluzione, secondo il sindacalista, sarebbe il modello Parigi: far pagare il biglietto dei pendolari all'azienda per cui lavorano. Un po' come avviene con il “ticket restaurant“ per la pausa pranzo. «Si potrebbe pensare a un “ticket trasporti“ - suggerisce Balotta - a carico della ditta per cui si lavora. Una misura del genere, con il rimborso del biglietto al lavoratore, incoraggerebbe anche l'utilizzo del treno rispetto all'auto privata».
A bocciare la proposta della Regione Lombardia è invece Alfio Nicotra, segretario regionale del Prc Lombardia: «La differenziazione delle tariffe - interviene - è una foglia di fico tanto demagogica quanto risibile, che vorrebbe nascondere il segno antipopolare e antiambientalista di queste misure».
Intanto la commissione Territorio del consiglio regionale mette sul piatto i termini economici della questione: per far funzionare nel modo migliore i treni in Lombardia servono almeno 150 milioni di euro l’anno. Dopo l’indagine sulla situazione delle ferrovie, la commissione ha preparato una risoluzione con una serie di richieste alla giunta. E il punto di partenza della risoluzione è la «situazione di profondo e generalizzato disagio da parte degli utenti per i continui disservizi». Anche per questo fra le richieste c’è quella di comperare ancora materiale rotabile per rinnovare la serie di treni che viaggiano in Regione. Il prossimo incontro tra Regione Lombardia e sindacati sui trasporti è fissato per la fine di settembre e quella sarà l'occasione per tornare nuovamente sul tema degli aumenti dei biglietti.