Bikemi, Darsena, grattacieli Il Pd scippa il piano Moratti

Sui manifesti tutti i progetti avviati dal centrodestra E Majorino capolista: «Non sono un uomo di Renzi»

Chiara CampoLa prima bicicletta gialla venne sganciata alle 7.12 del 3 dicembre 2008. Un anno dopo, il 28 settembre, Letizia Moratti in via Borgogna inaugurava già la centesima stazione di Bikemi. Fu una bella intuizione, il servizio di bici in condivisione stava prendendo piede in altre grandi città europee, per il sindaco Giuliano Pisapia è stata una strada n discesa dal 2011 proseguire un piano ormai rodato (ha aggiunto la versione elettrica). Meno volentieri ereditò Expo, conquistata «con le unghie e con i denti», come ricorda spesso il candidato del centrodestra Stefano Parisi per ridimensionare il ruolo dello sfidante Beppe Sala, ex commissario del 2015: è stato un evento fortemente voluto dal centrodestra. Dovevano partire sotto la giunta Moratti anche i lavori del porto in Darsena, un progetto che doveva coesistere con qun parcheggio sotterraneo. La battaglia al Tar costrinse per anni al Degrado quell'area, l'ex sindaco riprese in mano le chiavi della Darsena solo nel 2010 e grazie a Expo sono arrivati i 19 milioni di euro che hanno consentito alla giunta Pisapia di partire subito con il restyling. Neanche lo skyline di Porta Nuova decantato ora dal centrosinistra come esempio del «rinascimento milanese in corso» (le parole usate ieri dal segretario Pd Pietro Bussolati) sarebbe partito se Albertini prima e la Moratti poi non si fossero impuntati per far approvare in consiglio le moifiche urbanistiche (la sinistra radicale e ambientalista fece fuoco e fiamme). Con il nuovo Pgt di Pisapia, non se ne parlerebbe nemmeno. Tanto per rinfrescare la memoria al Pd, che nei manifesti della campagna al via dal prossimo 5 marzo va a caccia di voti usando i piani lanciati dalle ex giunte di centrodestra. «Si vantano di cose di cui hanno solo tagliato il nastro» commenta l'ex vicesindaco Riccardo De Corato, capolista Fdi.Il Pd ha scelto l'assessore Pierfrancesco Majorino come capolista, terzo alle primarie dietro a Sala e Francesca Balzani. C'è stata discussione nel partito, ma Majorino ha resistito fino all'ultimo agli appelli di Pisapia a fare ticket con la Balzani per battere mr Expo, e meritava un premio. Tra i candidati alle primarie Matteo Renzi lo definì «il più lontano da me» e Majorino ieri ha assicurato: «Non sono un esponente renziano e non rinuncio assolutamente alle mie idee». Fa bene Corrado Passera, candidato sindaco con una lista civica, a rimarcare che con questa scelta «la sinistra radicale ha commissariato Sala». Majorino l'aveva messa giù durissima, «mai con Cl» ha ripetuto per mesi. Ieri ha ribadito: «No agli amici di Formigoni e Ncd, non ho cambiato idea. Ma non c'è nulla di tutto questo nelle liste per Sala». La presenza di Massimo Ferlini, vicepresidente della Compagnia delle Opere, e le continue aperture di Sala ai ciellini turbano ormai soltanto Sel. Sala è «soddisfatto della scelta», per la sua lista civica «ha bisogno di più tempo», quella del Pd sarà completa entro metà aprile. Tra le priorità del partito, «patto fiscale con i cittadini e lavoro».