Bilancio, di corsa alle Poste per non perdere 30 milioni

Con un sospiro di sollievo di tutta la maggioranza, alle 14,36 dopo una maratona di 22 ore è stato approvato (29 presenti, 2 contrari, Manfredi Palmeri di Fli e il grillino Mattia Calise), il bilancio di previsione 2012 del Comune. Una manciata di ore di anticipo rispetto alla deadline di mezzanotte per ottenere il bonus governativo da 30 milioni di euro. Un termine in realtà bruciato dagli inflessibili orari della burocrazia: la legge, infatti, prevede che la delibera venga inviata entro la mezzanotte al ministero sia in via informatica sia con raccomandata. Nell’era di Internet, ovviamente, fa fede il timbro postale. A complicare ulteriormente la situazione la chiusura della posta centrale di piazzale Cordusio alle 14 e alle 19 della stazione Centrale. «Siamo appesi all’orario delle Poste» scherzava con angoscia venerdì Carmela Rozza. Ma tra sorrisi, applausi, facce tirate e occhiaie, il risultato è stato portato a casa.
Verso le 11 di ieri la Lega, che ha tenuto banco con un migliaio di emendamenti dalle 16,30 di venerdì, con il terzopolista Manfredi Palmeri (grande assente il Pdl dopo la rottura dell’accordo), ha raggiunto un’intesa con la maggioranza in seguito alla quale ha lasciato l’aula. I tre consiglieri del Carroccio hanno chiesto e ottenuto il taglio di 200mila euro ai fondi per la Cultura, altrettanti a MilanoSport, altri 200mila alle risorse destinate alle attività di marketing territoriale, l’istituzione di un fondo da 500mila euro per rimborsi sulla Cosap e nuove tariffe agevolate per i traslocatori. L’accordo è stato definitivamente chiuso con l’approvazione del maxiemendamento lumbard sulla destinazione dei 30 milioni di euro di bonus: 3 milioni andranno a sostegno delle attività artigianali e commerciali danneggiate dai cantieri, 1,5 milioni a rafforzare il buono libri, 8,5 milioni per un fondo anticrisi destinato a famiglie in gravi difficoltà, 3 milioni per abbonamenti Atm scontati del 50% per famiglie in crisi, 4 per gli affitti.
«Sono molto soddisfatto, abbiamo approvato il bilancio entro il 30 giugno e questo permette a Milano di avere decine di milioni di euro in più da destinare ai cittadini. Abbiamo mantenuto l’addizionale Irpef al livello più basso d’Italia conservando l’esenzione più alta tra i comuni - chiosa il sindaco -. Anche l’Imu sulla prima casa è al livello più basso tra i comuni». «Di fronte alla delibera più importante dell’anno - commenta la capogruppo di Sel Patrizia Quartieri - un comportamento più responsabile da parte dell’opposizione poteva esserci. Faremo tesoro di questa esperienza di forte ostruzionismo e di abuso del tempo altrui, che non ha portato vantaggi».
Ma c’è anche chi, nella maggioranza, se la prende con gli alleati, come Idv, Federazione della Sinistra e Radicali. «Non si può chiedere sempre di votare tutto quello che viene proposto turandosi il naso- polemizza Raffaele Grassi, capogruppo Idv -: bisogna avere l’ambizione di un maggiore rapporto con il territorio». «Questo bilancio contiene luci ma anche molte ombre» per Anita Sonego della Federazione della sinistra «ombre come gli aumenti Tarsu e l’Imu, e la mancanza di partecipazione, nel senso del coinvolgimento dei cittadini». «Tutte le cose che ho proposto sono state rigettate: forse dovevo presentare cento emendamenti o chiedere consiglio alla Lega» ironizza il radicale Marco Cappato.