Bilancio, Roma azzera i fondi schiaffi tra il Comune e Renzi

La giunta vota il preventivo senza contributi di solidarietà dal governo e mancano all'appello gli 89 milioni del passaggio da Imu a Tasi

Sono cambiati i tempi e il Comune non contava certo di incassare una cifra pari al 2011 (quando era ancora premier Silvio Berlusconi), 332 milioni come ripartizione del fondo di solidarietà agli enti locali. Gli anni successivi la boccata d'ossigeno è scesa progressivamente: 152 milioni nel 2012, poi 23 milioni nel 2013 e 15 l'anno scorso. Pochi ma non pochissimi. Invece, nel Bilancio di previsione 2015 approvato ieri dalla giunta l'assessore Francesca Balzani ha dovuto scrivere per la prima volta zero accanto alla voce. E al momento, unendosi alla battaglia dell'Anci che proprio ieri si è riunito col presidente Piero Fassino a Palazzo Reale per reclamare il fondo di compensazione per il passaggio dall'Imu alla Tasi, Balzani ricorda che l'anno scorso è valso a Milano 89 milioni e che ancora «ballano», per far quadrare i conti sono stati previsti dividendi straordinari per 44 milioni dalle società partecipate - 31 milioni da Sea e 12 da Atm - che si sommano ai 101,9 milioni di dividendi ordinari (58,9 da Sea, 26 da A2a, 15 da Atm, 2 da Mm). Inseriti in parte corrente anche 23 milioni di oneri di urbanizzazione. Contando che da Roma sono arrivati con fatica 60 milioni di contributi straordinari per coprire gli extracosti dei servizi per Expo (trasporti, raccolta rifiuti, straordinari per i vigili) e ne servivano quasi altrettanti, e che il Comune dovrà versare per l'Imu derivante dai fabbricati 36 milioni in più del 2014, lo sforzo economico del governo su Expo fatica a intravedersi, a parte le chiacchiere dai palchi delle convention. E dopo l'annuncio della non ricandidatura da parte del sindaco Giuliano Pisapia, gli assessori non renziani non fanno grandi sforzi per nascondere il trattamento riservato dal premier a Milano: «Quadriamo il Bilancio con enormi difficoltà - attacca l'assessore Balzani -, la compensazione per il passaggio alla Tasi è urgente e speriamo che il governo se ne renda conto, ma anche l'azzeramento dei fondi di solidarietà in un anno in cui non dobbiamo rispondere non solo alle esigenze ordinaria, ma a quelle straordinario collegate a Expo è un duro colpo».

La spesa corrente quest'anno sarà pari a 3.119,2 milioni di euro, le entrate tributarie (le tasse) pari a 1 miliardo e 354 milioni (55 milioni in più del 2014, di cui 25 dalla tassa di soggiorno collegata a Expo). Dall'Irpef entreranno 180 milioni, dalla Tasi 210 milioni. Alla voce ammende invece, le multe di ogni genere, sono previsti 280 milioni. Cresce di 6 milioni la spesa dell'assessorato all'Educazione, di 46 milioni quella sui Trasporti (pesa l'esercizio della M5) e di 4 milioni la Cultura.