"Il bimbo non dimenticherà suo padre mentre uccide"

La terza vittima dell'uomo che ha sgozzato l'amica e il suo piccolo è il figlio dell'assassino presente al delitto. L'allarme dello psicologo 

È il secondo potenziale «testimone scomodo» del duplice omicidio di martedì, ma è stato risparmiato perché è il figlio dell'assassino. Douglas ha 5 anni, è il compagno di giochi di Leandro, vittima assieme alla madre Yinette della follia omicida di Victor Hugo Menjivar Gomez. Suo papà l'ha riportato a casa nel cuore della notte dopo aver ucciso il suo amichetto: dormiva con lui nell'altra stanza dell'appartamento di via Segneri, dopo una serata trascorsa a giocare, poi tutti e due a letto intorno alle 22. Anche lui deve aver sentito le grida che hanno svegliato Leandro e che l'hanno fatto correre dalla madre per aiutarla. Trasformandolo in un bambino che aveva visto troppo e nella seconda vittima di Victor Hugo. La terza è lui, Douglas, contemporaneamente testimone di un assassinio e figlio del killer.

«Questo bambino non dimenticherà mai quello che è successo - spiega Matteo Selvini, psicologo e terapeuta -. Potrebbe rimuovere l'accaduto, ma non cancellare il ricordo, che rimarrebbe comunque dentro di lui e potrebbe tornare fuori in modi ben più devastanti in età adulta». Douglas è vittima a più livelli del delitto di via Segneri: «Anche se non avesse sentito o visto nulla, il trauma già c'è per il solo fatto che suo padre ha ucciso. E ha ucciso un bambino che è quasi suo coetaneo», aggiunge lo psicologo. Douglas è peraltro in un'età particolare: 5 anni, quando la memoria ha da poco iniziato a costruirsi. «È una fase delicatissima ed è fondamentale che il bambino venga messo in sicurezza, lontano dall'immagine del padre e da ogni circostanza che possa avere a che fare con lui - spiega Selvini -. A quel punto bisogna che Douglas riesca a tirare fuori tutto: contrariamente al senso comune, la cosa migliore per lui è che venga aiutato a liberarsi e a creare una consapevolezza dell'episodio e della situazione in cui si trova ora. La cosa più sbagliata sarebbe sperare che dimentichi. Un fatto del genere non si dimentica e basta». Douglas non è l'unico figlio di Victor Gomez, con lui ci sono una sorella e un bambino che deve ancora nascere: «Tutti e tre sono vittime di questa brutta storia, in modi diversi».

C'è poi l'altra faccia del dramma, quella dei famigliari di Yinette e Leandro. Ieri la sorella 32enne della vittima, Lucy, ha voluto parlare dell'accaduto. «Questa è una tragedia, non uno spettacolo, ma sentiamo il bisogno di chiarire come sono andate le cose - racconta la ragazza parlando a nome anche dei genitori, residenti in via Inganni. «Denzel (così tutti chiamavano Leandro) era molto timido e le maestre hanno consigliato a mia sorella di farlo socializzare con gli altri bambini anche fuori da scuola», dice Lucy. Dietro l'incontro tra Yinette e Victor ci sarebbe stato soltanto un accordo tra genitori, visto che i due bambini frequentavano lo stesso asilo. Aveva conosciuto Victor e la moglie proprio alla scuola materna del quartiere: qualche volta si aiutavano tenendo una il figlio dell'altra ed è per questo, secondo la famiglia di Yinette, che la ragazza descritta da tutti come timida e discreta aveva invitato Douglas a casa sua,mentre il padre è arrivato solo dopo per riportarlo a casa. Oggi, giorno in cui si tiene l'autopsia dei due corpi, via Innocenzi si illuminerà con una fiaccolata in ricordo delle due vittime. E il Comune ha già fatto sapere che domani l'8 marzo sarà dedicato ad Yinette. Il funerale si terrà invece a Santo Domingo, città natale della ragazza, dove sarà sepolta insieme al suo bambino.