Blitz della Finanza da F2i e nella sede della Provincia

Inchiesta-bis sulla gestione del pacchetto azionario di Sea, la società degli aeroporti milanesi. E anche stavolta nel mirino della Procura della Repubblica c'è Vito Gamberale (nella foto), numero uno del fondo di investimento F2i, principale azionista privato della società. Gamberale, che è già sotto inchiesta per turbativa d'asta, ha ricevuto ieri un avviso di garanzia anche per manipolazione informativa dei mercati, insieme ai suoi vicepresidenti Mauro Maia e Renato Ravasi. Le sedi di F2i a Milano e a Roma sono state perquisite dalla Guardia di finanza, che ha fatto visita anche agli uffici della Provincia di Milano.Questa volta il provvedimento porta la firma del procuratore aggiunto Francesco Greco, capo del pool reati finanziari della Procura, e del pm Sergio Spadaro. Al centro dell'inchiesta, il mancato sbarco in Borsa di Sea, che doveva avvenire il 5 dicembre dello scorso anno, e che naufragò prima ancora di essere varato per mancanza di acquirenti. L'operazione era stata deliberata dal Consiglio comunale nell'ottobre 2012, ma alla vigilia della quotazione le banche del consorzio di garanzia fecero presente che si annunciava un flop gigantesco. Il Comune e i vertici di Sea accusarono pubblicamente Gamberale di avere boicottato l'operazione per il timore che il pacchetto azionario in mano a F2i si deprezzasse. E Sea fece partire contro i vertici di F2i l'esposto alla Consob, poi arrivato anche alla Procura, e che sta alla base della indagine per manipolazione.
La perquisizione di ieri è stata presa male da F2i, che era convinta di avere chiarito la sua posizione nella memoria inviata in Consob: nessun boicottaggio o manovra occulta, semplicemente abbiamo ritenuto che, vista la situazione dei mercati finanziari, la quotazione andasse rinviata nell'interesse stesso di Sea. Ma è una spiegazione che evidentemente alla Procura non è bastata.
Così sono partiti gli avvisi di garanzia che segnano un nuovo, intricato capitolo della vicenda politica e giudiziaria iniziata con la parziale privatizzazione di Sea, decisa nel dicembre 2011 dal Comune di Milano.
Il pacchetto del 29 per cento venne acquistato da F2i, unico pretendente ammesso alla gara, con un rilancio di un solo euro.