Blitz con passamontagna e fumogeni: alta tensione in Statale dopo gli arresti

Un blitz di tipo vandalico è stato messo a segno ieri mattina negli uffici amministrativi dell'Università Statale. Nessun ferito ma solo danni, confusione e un tentativo fallito di blocco della circolazione nella via antistante. Secondo quanto riferito dalla polizia, che ha ricevuto alcune segnalazioni da parte di cittadini preoccupati, quattro persone vestite di nero e con il volto coperto da passamontagna sono entrate intorno alle 10 nella sede, hanno rovistato in cortile portando all'esterno, in via Santa Sofia, masserizie e alcune tavole di legno, e hanno cercato di appiccare il fuoco con dei fumogeni. Il tentativo però è fallito e il piccolo principio d'incendio si è autoestinto. I quattro, a quel punto, si sono dileguati in alcune vie secondarie, sono fuggiti attraverso il cancelletto verso via Mercalli. Anche se il gesto ha tutta l'apparenza di un atto dimostrativo il gruppo non ha lasciato alcuna rivendicazione. La Questura ha inviato sul posto gli agenti della Digos. E la polizia teneva già alta la guardia sull'ateneo visto che proprio ieri si è tenuto il cda dell'Università ed era a rischio tensioni con i centri sociali (nella foto, il presidio) dopo gli arresti di 7 attivisti scattati la scorsa settimana per gli scontri del 6 maggio in Statale: la riunione del cda per maggior sicurezza è stata spostata in via Celoria. I provvedimenti di custodia cautelare ai domiciliari hanno colpito giovani dell'area anarchica e antagonista, accusati di aver preso parte attiva agli scontri con la polizia avvenuti in seguito allo sgombero dell'ex libreria Cuem occupata.
L'università, attacca il capogruppo di Fdi Riccardo De Corato, «è ormai assediata da gruppi di alternativi e no global che entrano ed escono a piacimento, occupando e rovinando quello che è il più grande ateneo di Milano. E Pisapia tace. Non un fiato per condannare questa gente che oggi (ieri, ndr.) voleva addirittura dare fuoco a cumuli di legno vicino agli uffici». L'unica voce della giunta, conclude, è «quella dell'assessore D'Alfonso, che in occasione degli arresti si è schierato, ma contro le azioni della polizia. Di questo passo la Statale diventerà zona franca, dove gruppi di gentiluomini a volto coperto potranno entrare e uscire a piacimento».