Bob Morse in cattedra dà ai giovani manager l'assist per far canestro

Una leggenda del basket che negli anni '70 con Varese ha vinto 10 titoli. Oggi è un «prof» e ha tenuto un master di sport-management

Antonio Ruzzo

I lunghi capelli biondi non ci sono più. E neppure la barba che si era fatto crescere ai tempi della Mobil Girgi. Ma sono dettagli per chi sa chi è Bob Morse. Per chi lo ha visto in campo. Per chi ha avuto la fortuna di conoscere quel cecchino meraviglioso dell'Ignis Varese capace di un dieci su dieci proprio nel giorno del suo debutto italiano che fece capire subito ai tifosi chi avevano avuto la fortuna di incontrare. Erano gli Anni '70 e non c'erano le «bombe» da tre. Ma non ce n'era bisogno per uno che in una partita fu capace di mettere a segno 62 punti filati che ancora oggi dalle parti di Varese restano un record da battere. Chissà se i ragazzi che ieri hanno ascoltato la sua lezione sui banchi della Bicocca sapevano bene chi fosse Bob Morse. Un Larry Bird in versione europea capace di conquistare 4 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, un'Intercontinentale e una Coppa della Coppe con la maglia di Varese. O chissà se hanno sentito parlare di quel micidiale tiratore e di quella squadra da sogno che dominò l'Italia e l'Europa: Dino Meneghin, Aldo Ossola, Marino Zanatta, Manuel Raga, Charlie Yelverton e Ottorino Flaborea conquistavano tutto ciò che c'era da conquistare in quegli anni. E poi c'era lui, Bob, l'americano elegante quasi impossibile da marcare. C'era e c'è. Perchè sta per essere inserito nella «Hall of Fame» del basket che è il giusto tributo ad uno dei più grandi di sempre. Ora Morse è un «prof» Universitario presso il Saint Mary's College di Notre Dame in Indiana (Usa) e ieri era all'Università degli Studi di MilanoBicocca per tenere una lezione nella quattordicesima edizione del Master Universitario in «Sport Management, Marketing and Society» del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale organizzato dal professor Franco Ascani, Membro della Commissione Cultura e Patrimonio Olimpico del Cio (Comitato Internazionale Olimpico). Lui, abituato a segnare, ga dato gli assist 25 futuri Manager dello sport, con una lezione aperta sul «Sistema sportivo statunitense» cercando di spiegare quali sono le attuali esigenze del mercato sportivo, le specializzazioni, le strategie per il business dello sport e i relativi aspetti socioeconomici e manageriali. Poi ognuno deve metterci del suo. E lo sport insegna. Le sfide vere non sono quelle contro gli avversari, ma contro se stessi.