La Bocconi smentisce l'Istat «Diecimila clochard in meno»

E' il febbraio 2012 quando l'assessore comunale alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino lancia l'allarme senzatetto dichiarando che la crisi economica ha incrementato il numero dei senza fissa dimora, «siamo in emergenza umanitaria» dice. Un anno dopo sempre Majorino chiede a Governo e Regione Lombardia di aiutare il Comune di Milano, «non possiamo essere lasciati soli nel dare risposte». Anche Medici Senza Frontiere approda nel capoluogo lombardo e realizza un ambulatorio che fornisce assistenza sanitaria di base ad italiani e stranieri in stato di emarginazione o difficoltà, con sorveglianza medico-infermieristica 24 ore su 24 a Quarto Oggiaro. Ma quali sono i numeri reali dei senzatetto a Milano per cui Majorino può tranquillamente parlare di emergenza? Nel mese di marzo è stata condotta un'indagine conoscitiva sugli homeless milanesi, commissionata dal Comune di Milano all'Università Bocconi e alla Fondazione Debenedetti di cui si erano già occupati nel 2008. Dalle prime indiscrezioni risulterebbe però invariato rispetto alla precedente rilevazione il numero dei soggetti in stato di disagio abitativo. Nel 2008 erano poco meno di 5mila, inclusi i nomadi e gli zingari, 3860 gli homeless effettivi. 50% italiani, 50% immigrati regolari e irregolari. Il censimento è stato realizzato in modo da ridurre il più possibile margini di errori, suddividendo la città in 65 zone e perlustrando strade, mezzi Atm, dormitori e centri di accoglienza, baraccopoli, aree dimesse, campi nomadi della città. Senza questi ultimi, il numero si era ridotto a 3860 unità. Oggi pare proprio che questo numero sia rimasto inalterato. La tanto paventata emergenza si rivelerebbe così una bufala. E' pur vero che il Comune di Milano ha provveduto ad aumentare il numero di posti letto nei centri di accoglienza nel periodo invernale, portandoli da 1.248 a 2.500. Ma il numero dei senzatetto è sempre lo stesso. Non è infatti attendibile la rilevazione Istat del 2012 che attesta sui 13mila i senza fissa dimora a Milano. Il dato, già criticato dai ricercatori della Bocconi, si fonda sul numero di pasti e posti letto offerti dal Comune di Milano e dalle organizzazioni no profit.
Un campionamento indiretto, con un approccio metodologico differente da quello usualmente adottato da Istat. Sempre dall'Università Bocconi fanno sapere che «si possono non censire 10 o 20 individui, ma è impossibile perdere le tracce di 10mila persone».
Si crea allarmismo per drenare evidentemente risorse finanziare per tappare i buchi di Palazzo Marino e alimentare i professionisti dell'assistenza» accusa Riccardo De Corato, di Fratelli d'Italia. «Senza controlli come avveniva durante le amministrazioni di centrodestra ormai siamo all'assistenza dei senza tetto senza previsione di reinserimento nella società».