Boeri attacca il Pd e Pisapia

«So di dire una cosa grave, ma il concetto di partecipazione che abbiamo applicato in questi mesi è un lontano parente di quello che con Giuliano Pisapia abbiamo promesso in piazza Duomo nel maggio di due anni fa». Primo schiaffo. Facilitare la vita delle piccole imprese commerciali? «Significa, per fare un esempio, esattamente l'opposto di quanto abbiamo fatto con la normativa sulla Cosap, ottusa nel colpire le aspettative di commercianti e operatori culturali». Secondo schiaffo e primi applausi. L'ex assessore alla Cultura Stefano Boeri cacciato un mese fa dal sindaco Giuliano Pisapia con il silenzio assenso (o piuttosto la complicità) del Pd di cui era stato il capolista e mister preferenze, è tutta per il partito: «Quello del 2011 era un Pd dii iscritti e cittadini appassionati, quel Pd che oggi fa fatica a farsi avanti, la sua assenza si sente e si è sentita, in giunta e in consiglio comunale ma soprattutto in città». L'archistar partecipa ad un'affollata assemblea pubblica del Partito Democratico che ieri ha fatto il tagliando alla giunta Pisapia nell'auditorium di via Matteotti (oggi invece scatta la due giorni dei comitati arancioni), prende la parola per dieci minuti e se ne prende uno intero di applausi. Pisapia arriva a inizio discorso, mentre Boeri parla di Expo. Durante i boatos è visibilmente irritato, come lui gli assessori sedute nelle prime file. E buona parte della sala si svuota dopo l'intervento dell'architetto che invita il Pd a «rivolgersi sempre a tutti i tipi di cittadini, non solo a quelli già fidelizzati perchè iscritti a partiti di maggioranza o promotori di comitati» e assicura il suo «contributo di idee». Già in moto nelle file dei renziani.