Boeri è già in campagna: sì a nozze e adozioni gay

Non solo al registro, è «favorevole alle nozze gay». E applaude alla Francia che ha promesso entro il 2013 le adozioni di figli anche alle coppie omosessuali, «i Paesi civili si muovono in questa direzione». Stefano Boeri, nei panni ormai di candidato alle primarie nazionali del Pd (che ufficialmente ancora non esistono) ai microfoni de La Zanzara su Radio24 ieri parlava già come in campagna elettorale. Strizzando l’occhio a giovani e quel popolo della sinistra che si riconosce in Sel piuttosto che nel Pd. «L’ultima canna? É stata tempo fa - racconta - non ho nulla contro, ma ho un problema personale, mi viene la tachicardia e quindi non me la godo come si dovrebbe». Ma sulla legalizzazione della cannabis l’assessore alla Cultura della giunta Pisapia non ha dubbi, sostiene che in Italia «bisognerebbe fare un’operazione di grande apertura», accanto a «una grande campagna contro la cocaina, il problema reale delle nostre città oggi. Questa sera all’Umanitaria Boeri ha chiamato i suoi a raccolta per una serata dal titolo «Fare di + con -», l’occasione per lanciare di fatto la campagna per le primarie che verranno. Ancora una volta ribadisce che nel caso non lascerà la poltrona in giunta, anche se nel partito c’è chi ha già chiesto le dimissioni. I maligni sostengono che la sua voglia di rottamare il partito e presentarsi come «la terza via» a Renzi e Bersani sia una exit strategy, per uscire dalla giunta prima che lo cacci il sindaco viste le continue liti. E l’obiettivo di Boeri non sarebbe tanto Roma, quanto accreditarsi a livello nazionale per puntare poi al Pirellone («voglio fare politica a Milano, non mi interessa un posto in Parlamento» ha precisato). L’archistar smentisce i cattivi rapporti con Pisapia, «siamo quasi una coppia di fatto - scherza - e come tutte le coppie a volte ci sono conflitti. Ma al nostro rapporto è da 8». Andrebbe chiesto a Pisapia. Che ieri ha riunito la maggioranza sulle priorità del consiglio prima dello stop per le ferie. Una su tutte: «Accelerare sul registro gay». Niente rinvio : ok in aula entro luglio («senza richiami d’ordine di alcun tipo alla maggioranza» ha precisato la capogruppo Pd Carmela Rozza per tutelare l’ala cattolica).