Boicottare le vie d'acqua: i «No canal» si spaccano

Non era mai stata così esplicita la spaccatura all'interno del fronte che si batte contro il progetto delle Vie d'Acqua: dopo la parziale retromarcia del Comune e di Expo, l'ala dura fa la voce grossa e annuncia battaglia contro ogni ipotesi di mediazione, mentre Italia Nostra apre la strada a soluzioni che tengano insieme le esigenze dell'ambiente e quelle di garantire il flusso d'acqua al sito espositivo, e ricorda che a pagar e le conseguenze della soppressione integrale del progetto sarebbero soprattutto gli abitanti dei quartieri limitrofi di Baggio e Quinto Romano che attendono da anni la bonifica di pezzi del territorio in preda al degrado. Ma sono preoccupazioni che non attecchiscono tra gli irriducibili, in parte legati ai centri sociali dell'ultrasinistra, tra i quali si nascondono anche i responsabili degli attacchi a ripetizione ai cantieri denunciati l'altro giorno da Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo
I «duri» di No Canal sono arrivati ieri al punto di rifiutare l'apertura di qualunque tavolo di trattativa, nonostante le assicurazioni di Sala che si sarebbe passati ad un'opera «puramente idraulica». I comitati hanno chiesto di conoscere per filo e per segno i dettagli del nuovo progetto, e di fronte alla spiegazione che erano ancora in corso di elaborazione hanno rotto le trattative. «I Comitati - recita il comunicato diffuso ieri - hanno confermato integralmente le criticità più volte esplicitate sul tracciato nei parchi Pertini, Trenno, Boscoincittà, Cave, Cividale, perché sia inequivocabilmente chiaro che senza il superamento delle stesse non esistono le benché minime condizioni per accedere alla richiesta di Expo di riaprire un tavolo di confronto».
Tutt'altra musica quella che viene dalla sezione Milano Nord di Italia Nostra, che in una lettera inviata ieri a Sala e al sindaco Giuliano Pisapia «conferma la sua disponibilità al dialogo e alla partecipazione per lavorare con Expo e Comune di Milano per trovare le soluzioni rispettose e migliorative dell'ambiente attraversato dal canale o dalla prefigurata “opera idraulica”». In una serie di note allegata alla lettera, l'associazione ambientalista entra nel dettaglio degli interventi praticabili. «Per il tratto relativo al Parco delle Cave esiste, concretamente, la possibilità di un inserimento del canale in modo da contenere i danni e, per quel che è possibile, valorizzarne gli aspetti positivi. Ciò può avvenire sia che si scelga di collocarlo nel margine est, utilizzando in parte i canali esistenti, sia inserendolo correttamente nel margine ovest (verso Baggio) con una progettazione attenta che metta il Parco al centro dell'intervento», scrivono i dirigenti di Italia Nostra, chiedendo una moratoria «sufficientemente lunga per avviare una revisione radicale dell'opera». In particolare nelle note viene chiesto di «ricalcolare le portate secondo le quantità d'acqua effettivamente necessarie» e «fare della Via d'Acqua l'occasione per valorizzare il reticolo irriguo esistente, distribuire acque nei diversi fontanili oggi asciutti, provvedendo al restauro di ponti, canali, derivazioni, rivitalizzando l'intero sistema».