Dal Bolero a "Nureyev" la rivincita della Danza

Una grande stagione rilancia il corpo di ballo diretto da Olivieri. Bolle e Svetlana in prima fila

Non è mai stato facile per la danza trovare e difendere un proprio spazio alla Scala. L'opera giganteggia, è un genere dall'ego abnorme, e soprattutto in un teatro che - a differenza di un Bolshoi, per dire - lega croci e delizie anzitutto alla lirica. Ma già il fatto che la conferenza di presentazione della nuova stagione venga scorporata da quella generale, indica un cambio di passo. Ieri, è stato presentato il cartellone della prossima stagione, al via in dicembre con sette appuntamenti fra riprese, due novità e una prima assoluta. Un cartellone che salvaguardia la storia della compagnia scaligera posta però a dialogo con il presente. Questa la linea maestra seguita da Frédéric Olivieri, tornato nei panni di Direttore del Corpo di Ballo dopo l'autoliceziamento di Mauro Bigonzetti. Che fu meteora, dato l'incarico durato solo otto mesi: per ragioni di salute secondo voci ufficiali, per difformità di punti vi vista con la compagnia secondo voci ufficiose.

Si partirà il 15 dicembre con la ormai classica anteprima dedicata ai giovani e la vera prima del 17. In scena La Dame aux camélias per la coreografia di John Neumeier. Si sfoggiano subito le punte: ovvero le étoile Robeto Bolle e Svetlana Zakharova, in questi giorni impegnati nel progetto Handel nella coreografia (vincente) di Bigonzetti. Arrivano poi per la prima volta alla Scala le Variazioni Goldberg di Bach. E' musica speculativa, che ci fanno in una stagione di balletto? fa parte del progetto di musica da camera tradotta in danza, in questo caso dal coreografo Heinz Spoerli, firma anche del balletto Cello Suites. In Cello Suites era il violoncello solo a dialogare con i ballerini scaligeri, per questo balletto classe 1993, si danza accompagnati dal pianoforte.

L'unica prima assoluta in cartellone s'intitola Mahler 10. Della sinfonia si coglie una perla inquieta come l'Adagietto, fattosi danza grazie alla coreografia di Aszure Barton. Mahler fa parte di una serata a trittico, che prosegue con Petite Mort di Jií Kylián e, in omaggio a Maurice Béjart, con Bolero per l'interpretazione di Roberto Bolle.

E' una sorta di novità Le Corsaire, balletto classico ma grande assente alla Scala dove torna nella coreografia di Anna-Marie Holmes, da Petipa e Sergeyev, con nuove scene e costumi di Luisa Spinatelli.

Il 2018 è poi l'anno di Rudolf Nureyev, a 80 anni dalla nascita e 25 dalla scomparsa. Per l'omaggio entra in campo l'eterea Zakharova, fra gli artisti ospiti Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov. Il ricordo prosegue con la ripresa del Don Chisciotte coreografato da Nureyev che alla Scala danzò questo titolo al fianco di Carla Fracci

La premiata ditta Bolle-Zakharova si ricompone nel nome de L'histoire de Manon. E' il sigillo finale di una stagione dove ci mancheranno i grandi direttori nella buca d'orchestra. E un pizzico di primizie in più.